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  • mercoledì 20 Maggio 2020

Due persone sono state arrestate negli Stati Uniti per aver aiutato Carlos Ghosn a fuggire dal Giappone

Due cittadini statunitensi sono stati arrestati in Massachusetts, negli Stati Uniti, con l’accusa di aver aiutato l’ex capo di Nissan e Renault, Carlos Ghosn, a scappare dal Giappone e arrivare in Libano, nonostante fosse in libertà vigilata con condizioni molto restrittive. I due sono Michael Taylor, ex membro delle forze speciali dell’esercito ed esperto in antiterrorismo, che lavora da tempo nella sicurezza privata, e suo figlio Peter.

Lo scorso gennaio il Giappone aveva spiccato un mandato d’arresto internazionale nei loro confronti e nei confronti di una terza persona, George Antoine Zayek, cittadino libanese con passaporto statunitense che lavora per alcune società di Taylor. Di quest’ultimo, al momento, non si hanno notizie. Secondo l’accusa, Michael e Peter Taylor, insieme a Zayek, avrebbero partecipato all’organizzazione della rocambolesca fuga di Ghosn, avvenuta lo scorso 29 dicembre.

Alcuni giorni prima della fuga, Ghosn avrebbe lasciato di nascosto la sua abitazione e si sarebbe incontrato con Peter Taylor al Grand Hyatt hotel di Tokyo, per discutere del piano. In seguito, il 29 dicembre, avrebbe incontrato allo stesso hotel anche Michael Taylor e Zayek, arrivati da Dubai con un jet privato. Quel giorno, dopo l’incontro all’hotel, Peter Taylor sarebbe andato all’aeroporto di Narita per imbarcarsi su un volo verso la Cina, mentre Michael Taylor e Zayek avrebbero aiutato Ghosn a lasciare Tokyo a bordo di un treno ad alta velocità diretto a Osaka.

I tre si sarebbero poi diretti in taxi prima in un hotel e poi all’aeroporto, facendo nascondere Ghosn in un grosso baule, come quelli usati per gli strumenti musicali, e facendolo imbarcare di nascosto su un jet diretto in Turchia. Una volta arrivato in Turchia Ghosn si sarebbe imbarcato su un altro aereo diretto a Beirut, in Libano, dove si trova tuttora. Su di lui in questo momento c’è un mandato di cattura internazionale emesso dal Giappone, a cui è seguita una red notice dell’Interpol, ovvero una richiesta di localizzare, arrestare ed estradare un criminale o sospetto tale, e il Libano gli ha vietato di lasciare il paese.

– Leggi anche: L’incredibile storia della fuga di Carlos Ghosn

(Takashi Aoyama/Getty Images)