Il cinema ripartirà da “Tenet”?

L'uscita del nuovo film di Christopher Nolan è prevista per il 17 luglio, e le sue sorti diranno molte cose sul futuro dell'intero settore

Il primo e finora unico trailer di Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan, fu diffuso nel dicembre 2019 annunciando un’uscita nei cinema il 17 luglio, dieci anni dopo Inception e venti dopo Memento. Nel frattempo è successo quello che sappiamo e in gran parte del mondo i cinema sono chiusi o comunque pochissimo frequentati. Alcuni film che sarebbero dovuti uscire al cinema sono usciti online, altri sono stati posticipati (alcuni addirittura al 2021) e di altri ancora non si può dire quando e dove saranno resi disponibili. Tenet, invece, continua a mantenere la sua data d’uscita originale.

Per questo motivo Tenet è diventato una sorta di portabandiera dell’intera industria cinematografica: se dovesse uscire e avere incassi soddisfacenti, se ne parlerebbe come del film da cui il cinema è ripartito; se così non dovesse essere, sarebbe un pessimo segno per l’intero settore. Tenet, tra l’altro, è un film che è praticamente impossibile immaginarsi in streaming anziché (o prima che) nei cinema: perché Nolan ha idee piuttosto chiare in merito, perché è costato troppo per poter rinunciare agli incassi dei botteghini e perché ha una trama che, a quanto ne sappiamo, soffrirebbe molto di ogni possibile spoiler.

Cosa sappiamo di Tenet
Pochissimo. Quasi solo che è l’undicesimo di film di Nolan (il decimo, Dunkirk, uscì nel 2017), che i protagonisti saranno Robert Pattinson e John David Washington (figlio di Denzel) e che dovrebbe essere un thriller di spionaggio e probabilmente di fantascienza. Ma della trama è stato detto poco e niente: «Non tentare di comprenderlo; sentilo», dice il trailer. Intervistato da GQ, Pattinson ha detto: «Anche se l’avessi visto, sinceramente non sarei in grado di spiegarlo». Al che Nolan ha aggiunto, rivolto all’intervistatore e “dopo una risata composta e molto british“: «La cosa interessante è che Robert [Pattinson] ti sta leggermente prendendo in giro, ma è anche molto onesto». A guardare il trailer sembrerebbe, per esempio, che i viaggi nel tempo abbiano un qualche ruolo nel film; ma Pattinson ha detto che non è così, e che è l’unica cosa che gli è stato concesso di dire.

Tenet (che in Italia non arriverà comunque prima di settembre) è un film enigmatico e d’azione, di un regista che è tra i pochi a essere apprezzati dal pubblico tanto quanto dalla critica. Nell’ultimo decennio i film di Nolan hanno incassato più di due miliardi di dollari e, come ha scritto il Washington Post, Nolan è ormai diventato quello che qualche anno fa era Steven Spielberg: uno di cui basta il nome per far andare le persone a guardare un suo film, a prescindere dal genere, dagli attori o dalla trama.

– Leggi anche: Cosa dicevamo di Dunkirk

«Aspettiamo Tenet»
È praticamente certo che, in un mondo senza coronavirus, Tenet avrebbe avuto ottimi incassi. Da mesi però le condizioni sono tutt’altro che normali, e in queste nuove condizioni Nolan ha preso una posizione forte: già il 20 marzo, quando i primi film venivano rimandati e dirottati verso la visione in streaming, Nolan aveva scritto un articolo per il Washington Post in difesa dell’esperienza cinematografica e di chi lavora nei cinema e nel cinema. Nelle settimane successive Nolan si è quindi imposto come una sorta di paladino del cinema. Richard Gelfond, amministratore delegato dei cinema IMAX, ha detto a questo proposito: «Chris [Nolan] vorrebbe essere quello il cui film riapre i cinema. Non conosco nessuno, in America, che stia lavorando più duramente per la riapertura dei cinema».

Ma non è solo una questione personale, affettiva e immotivata. Sono in molti a pensare che Tenet possa diventare la cartina di tornasole delle sorti dell’intera industria cinematografica, almeno per il 2020. Variety ha scritto che per i gestori dei cinema c’è ormai una nuova specie di mantra: «Aspettiamo Tenet».

Due scenari
A poco più di cinquanta giorni dalla data in cui Tenet dovrebbe uscire nei cinema di gran parte del mondo, gli scenari principali sono due.

Nel primo scenario Tenet esce in molti cinema di molti paesi e un buon numero di spettatori ormai annoiati dalle repliche o dalle serie tv decide di andarlo a vedere, pur immaginando che i cinema non potranno riempire le sale dovendo garantire il distanziamento fisico tra gli spettatori. Gli incassi sono soddisfacenti (a fronte degli oltre 200 milioni di euro spesi per la produzione del film) e a ruota escono altri film, confortati dal relativo successo di Tenet.

Nel secondo scenario Tenet viene rimandato a chissà quando oppure – peggio ancora –esce ma ha incassi deludenti, perché pur potendolo andare a guardare molti, spaventati, scelgono di non farlo.

Se tutto va bene
Dopo averne parlato con “solide fonti” alla Warner Bros, Deadline ha scritto che perché Tenet possa uscire a luglio la casa di distribuzione ritiene che debba riaprire almeno l’80 per cento dei cinema mondiali, e in particolare quelli di certe aree (i cinema di New York e Los Angeles, per esempio, portano in media un quarto degli incassi americani che un film fa nel suo primo weekend nelle sale). Un’altra fonte contattata da Deadline ha spiegato che, per produrre utili, un film come Tenet ha bisogno di uscire in almeno 3.500 cinema in Nordamerica e in non meno di 30mila nel mondo.

Secondo diversi esperti e addetti ai lavori consultati dall’Hollywood Reporter, perché un film possa avere incassi soddisfacenti o anche buoni non serve che i cinema siano pieni. Solo certi film, e solo in certi giorni, riempiono davvero le sale. Pur con i posti “a schacchiera” e con spettatori distanziati, e anche solo riempiendo un terzo o la metà dei loro posti totali, i cinema potrebbero garantire a Tenet incassi sufficienti. Uscendo prima di quasi ogni altro film, poi, Tenet avrebbe quasi tutte le attenzioni (e le sale) per sé. Non farebbe incassi strabilianti nel primo weekend, ma con un po’ di pazienza potrebbe arrivare a numeri soddisfacenti, sfruttando la voglia della gente di tornare al cinema e, almeno nelle prime settimane, la poca concorrenza.

Se Tenet dovesse effettivamente uscire nei cinema a luglio, bisognerebbe capire però come e dove promuoverlo. Senza eventi sportivi e grandi eventi televisivi, è difficile capire dove mettere un trailer perché lo vedano in tanti; senza tante persone per strada o sui mezzi pubblici, ha poco senso mettere manifesti o cartelloni nelle città o negli aeroporti. E senza cinema aperti non si possono mostrare i trailer di Tenet prima di altri film dal pubblico simile (Deep Impact, per esempio, ebbe la fortuna di avere il suo trailer spesso mostrato prima di Titanic).

Il Washington Post ha scritto che, come si fa nei mesi che precedono l’uscita di un importante film, sono già state organizzate e fatte diverse interviste per diverse riviste (così da essere pronte per la pubblicazione nelle settimane di lancio del film) e che c’è già un nuovo trailer praticamente pronto per uscire. È possibile che, anche senza vera e propria pubblicità, se il film dovesse uscire se ne parlerebbe come del “primo film dopo il coronavirus”. In realtà, già lo si sta facendo, per esempio in questo articolo.

Se qualcosa va male
Molte delle premesse descritte come necessarie per l’arrivo di Tenet nei cinema sono tutt’altro che certe. A prescindere dalla volontà di Nolan, sarà la Warner Bros a decidere cosa fare: Deadline ha scritto che la casa di distribuzione sta studiando giorno per giorno la situazione, anche dal punto di vista medico-sanitario, e che «se nelle prossime tre settimane i segnali non saranno positivi, Tenet sarà spostato». Tutto questo non solo perché Warner Bros potrebbe rischiare di perdere soldi anziché guadagnarne: in uno scenario ancora più cupo, qualche proiezione del film potrebbe finire con l’essere associata a qualche nuovo focolaio di contagi, con gravissime conseguenze d’immagine. A questo proposito è spesso citata una preoccupante scena del film Virus letale.

Se un film come Tenet, di un regista come Nolan, dovesse fallire, sarebbe difficile che poco dopo altri film possano pensare di fare meglio. Un eventuale rinvio di Tenet (probabilmente all’autunno, o addirittura a Natale) darebbe il via a una reazione a catena che potrebbe portare al rinvio di altri film previsti per le settimane successive, come Mulan o Wonder Woman 1984, che negli Stati Uniti dovrebbero uscire il 24 luglio e il 14 agosto.

Come ha scritto il Washington Post: «Se non dovesse funzionare Tenet, vorrebbe dire che niente funzionerebbe».