Un pannello dell'impianto pilota di Gela nell ambito del progetto Eni di energia solare a concentrazione (Eni)

Cosa sta facendo Eni per essere più ecosostenibile

Cioè per ridurre le sue emissioni di gas serra e sviluppare nuove tecnologie per usare fonti di energia rinnovabili

Un pannello dell'impianto pilota di Gela nell ambito del progetto Eni di energia solare a concentrazione (Eni)

Eni è la più importante azienda energetica italiana, ma è presente in 66 diversi paesi del mondo. Circa i due terzi delle emissioni di gas che causano l’effetto serra – e il cambiamento climatico – sono causati dal settore energetico: per questo negli ultimi anni Eni sta investendo anche sulle fonti di energia rinnovabile per diminuire il suo impatto ambientale.

Questo impegno si è concretizzato a partire dal 2014, quando il consiglio di amministrazione della società è stato affiancato da un Comitato Sostenibilità e Scenari, che propone e consiglia iniziative che tengano conto del cambiamento climatico, e non solo. Inoltre in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che nel 2015 ha fissato una serie di obiettivi comuni per migliorare la vita di tutti sia a livello ambientale che sociale, Eni sta cercando di essere sostenibile anche a livello sociale. Ad esempio, promuove lo sviluppo dei paesi in cui opera (14 sono in Africa) attraverso collaborazioni con istituzioni, agenzie di cooperazione, università e organizzazioni della società civile che riguardano progetti per la diversificazione delle economie locali, per l’accesso all’energia, all’acqua, alle cure e all’istruzione.

Il 13 maggio l’azienda ha diffuso un rapporto approfondito, Eni for 2019 – A just transition, che aggiorna azionisti e investitori su quanto è stato fatto fino all’anno scorso e spiega le strategie per i prossimi anni. In particolare mette in luce alcuni rilevanti risultati.

  • Dal 2014 al 2019 Eni ha ridotto del 27 per cento il rapporto tra emissioni di anidride carbonica ed energia consumata nelle attività di produzione di gas naturale e petrolio (quelle upstream, in gergo tecnico). Questo risultato è in linea con l’obiettivo al 2025, che prevede una riduzione del 43 per cento rispetto al 2014. Rispetto al 2018 la diminuzione è stata del 9 per cento.
  • Nello stesso anno le emissioni fuggitive di metano – quelle che avvengono per errore durante il trasporto del gas naturale – sono calate del 44 per cento. Questo ha permesso di raggiungere con sei anni di anticipo l’obiettivo per il 2025 di diminuire queste emissioni dell’80 per cento rispetto al 2014: sono diminuite dell’81 per cento.
  • Nell’ambito della ricerca e sviluppo, nel 2019 Eni ha depositato 34 nuove domande di brevetto, di cui 15 per lo sviluppo di tecnologie nel settore delle fonti di energia rinnovabili, in particolare dei biocarburanti e dell’energia solare.
  • Eni ha formalizzato il suo impegno a non svolgere attività di esplorazione e sviluppo nei siti naturali che fanno parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
  • I prelievi di acqua di mare nelle attività produttive sono diminuiti del 12 per cento dal 2018 al 2019.
  • Nello stesso anno i rifiuti generati dalle attività produttive sono diminuiti del 15 per cento.
  • Eni ha investito 95,3 milioni di euro per lo sviluppo di realtà locali nei paesi in cui opera.
  • Tra il 2018 e il 2019 è aumentato il numero delle dipendenti donne di Eni: sono passate dal 29,1 per cento del totale al 32,3 per cento. Per quanto riguarda i soli ruoli dirigenziali e di quadri, l’aumento è stato dell’1,1 per cento.
  • Nel 2019 Eni ha riconosciuto ai suoi lavoratori il diritto a 10 giorni di congedo parentale retribuiti al 100 per cento per entrambi i genitori. Ha riconosciuto inoltre un congedo di 14 settimane minime al genitore che più si occupa di un nuovo nato con il pagamento di un’indennità pari ad almeno i due terzi della retribuzione percepita nel periodo antecedente.

Il piano per i prossimi anni
Sul suo sito Eni spiega come progetta di diventare sempre più ecosostenibile in futuro secondo un piano d’azione che arriva al 2050.

Entro il 2023 Eni punta a non usare più olio di palma nelle sue bioraffinerie e ad avere impianti per una potenza complessiva di 3 gigawatt a partire da fonti rinnovabili contro gli 0,2 attuali. Entro il 2025 progetta di raggiungere il massimo della produzione di petrolio e gas naturale e 5 gigawatt di potenza elettrica disponibile da fonti rinnovabili. Entro il 2030 pianifica di aumentare fino al 60 per cento la percentuale di gas naturale, il più ecosostenibile dei combustibili fossili, nella sua produzione di gas e petrolio.

Entro il 2040 punta ad azzerare le emissioni nette di gas serra nei processi di produzione dell’energia. Infine entro il 2050 progetta di avere una potenza elettrica disponibile da fonti rinnovabili di più di 55 gigawatt e di ottenere una riduzione dell’80 per cento delle emissioni nette causate dall’intero ciclo di vita dei prodotti energetici – quelle che comprendono anche l’attività di fornitori e clienti.

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