(Fabio Sasso/ZUMA Wire)
  • Italia
  • sabato 16 Maggio 2020

Cosa stiamo aspettando sulle riaperture

Il governo ha raggiunto l'accordo con le regioni sulle linee guida per le attività che riapriranno lunedì, ma non sono ancora state pubblicate

(Fabio Sasso/ZUMA Wire)

Venerdì sera il governo ha detto di aver raggiunto un accordo con le regioni sulle linee guida che dovranno seguire le attività commerciali che potranno riaprire da lunedì 18 maggio, e di quelle che dovranno aspettare ancora alcune settimane. Il risultato è un documento che elenca le regole per diversi settori e che è stato concordato dopo una giornata di trattative con i governi regionali.

Le linee guida riguardano bar e ristoranti, spiagge, hotel, parrucchieri ed estetisti, negozi, mercati, uffici aperti al pubblico, palestre, piscine, manutenzione del verde, musei e biblioteche. Spetterà poi alle singole regioni produrre elenchi più dettagliati delle attività che possono effettivamente riaprire da lunedì 18 maggio e di quelle che invece potranno farlo soltanto nelle prossime settimane, e produrre eventuali ordinanze più specifiche per misure di sicurezza più specifiche.

Secondo La Stampa alcune regioni, come Piemonte e Toscana, pensano di posticipare di una settimana la riapertura di bar e ristoranti, che slitterebbe quindi al 25 maggio. Anche per le palestre e piscine si parla di una riapertura posticipata, di una settimana o anche di più. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, per esempio, ha già fatto sapere che nella sua regione rimarranno chiuse ancora «per settimane», insieme ai musei.

– Leggi anche: Come funzionerà da lunedì con gli spostamenti

Il documento è assai più sintetico di quelli prodotti dall’INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nei giorni scorsi per varie attività. E le regole che dovranno essere rispettate sono generalmente meno stringenti di quelle che erano state proposte dall’INAIL: una delle novità di cui si sta discutendo di più è che in bar e ristoranti, secondo la bozza circolata finora, la distanza da rispettare sarà di un metro tra i clienti, mentre l’INAIL proponeva due metri tra un tavolo e l’altro.

Per le spiagge, poi, il documento condiviso tra governo e regioni parla di distanze di un metro e mezzo tra i lettini. Per le palestre e piscine – sulla cui data di apertura però c’è ancora incertezza – si insiste sulle prenotazioni e gli scaglionamenti per evitare assembramenti, soprattutto negli spogliatoi. Il distanziamento nelle palestre tra chi fa attività fisica, dice il documento, dovrà essere di almeno due metri. Il documento scende poi maggiormente nel dettaglio per ciascun settore, ma conviene attendere la versione ufficiale per avere la sicurezza su quali saranno le linee guida da rispettare.

Per chi non rispetterà le linee guida è prevista la sospensione delle attività fino all’adeguamento alle regole di sicurezza, e una sanzione da 400 a 3.000 euro.

Quelle sulle riaperture comunque non sono le uniche novità che si aspettano dal governo. La presidenza del Consiglio ha già detto che da lunedì 18 maggio sarà revocato l’obbligo di compilare l’autocertificazione per spostarsi nella propria regione, all’interno della quale si avrà la piena libertà di muoversi (anche verso le seconde case, quindi). Passare tra una regione e l’altra invece rimarrà vincolato ai motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza fino a martedì 2 giugno compresa: dopo tornerà possibile spostarsi tra le regioni liberamente, salvo limitazioni decise dal governo per alcune aree con particolare rischio epidemico. Dal 3 giugno tornerà possibile anche rientrare in Italia dall’estero senza passare 14 giorni in isolamento, secondo le anticipazioni dei giornali.

Un’ultima novità che ci si aspetta verrà annunciata da Conte è la fine delle restrizioni sulle persone a cui si può fare visita, che al momento, almeno formalmente, sono ancora i soli “congiunti”. Dovrebbe essere reso esplicito che si possono incontrare anche gli amici, e quindi chiunque si voglia, senza limiti se non quelli abituali di distanziamento sociale, e con il divieto comunque di creare assembramenti.