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  • venerdì 8 Maggio 2020

Google ha abbandonato il progetto di modificare radicalmente una zona di Toronto, in Canada

Sidewalk Labs, il dipartimento di Alphabet – la holding che controlla Google – che si occupa di innovazione urbana, ha annunciato di aver abbandonato un progetto che prevedeva di cambiare radicalmente una zona della città di Toronto, in Canada, rendendola sempre più tecnologicamente all’avanguardia. Il CEO della società, Dan Doctoroff, ha spiegato che il progetto non è più realizzabile a causa della crisi economica derivata dalla pandemia da coronavirus: «A causa di un’incertezza economica senza precedenti che si è diffusa in tutto il mondo e nel mercato immobiliare di Toronto, è diventato troppo difficile rendere il progetto finanziariamente sostenibile senza sacrificare parti fondamentali del piano che avevamo sviluppato».

Il progetto prevedeva un utilizzo massiccio della tecnologia di Google per creare una zona residenziale dove la vita degli abitanti fosse semplificata il più possibile. Nelle strade ci sarebbero stati sensori in grado di raccogliere dati sulle abitudini degli abitanti, che sarebbero serviti, per esempio, a migliorare il funzionamento dei semafori e a velocizzare il traffico. Sarebbero stati costruiti marciapiedi in grado di allargarsi o restringersi a seconda delle condizioni del traffico, aumentando o diminuendo le dimensioni delle carreggiate. In generale le strade sarebbero state costruite in modo da privilegiare il più possibile i pedoni e i ciclisti e ci sarebbero stati marciapiedi riscaldati per affrontare le fredde temperature invernali di Toronto.

Il progetto prevedeva inizialmente la costruzione di due nuovi quartieri nella zona portuale di East Bayfront, occupata attualmente solo da edifici industriali. Questi quartieri, Quayside e Villiers West, si sarebbero estesi rispettivamente per circa 4,8 e 7,8 ettari, e insieme avrebbero formato il cosiddetto “IDEA district”, dove IDEA sta per “Innovative Development and Economic Acceleration”. Inoltre si pensava di poter coinvolgere in futuro tutta la zona portuale, per circa 77 ettari di terreno, nel caso in cui la città di Toronto e privati cittadini avessero deciso di investire in nuove costruzioni.

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