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  • martedì 14 Aprile 2020

La Federazione italiana degli editori ha chiesto la sospensione di Telegram

La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha chiesto all’Autorità garante delle comunicazioni (AGCOM) di sospendere in Italia il sistema di messaggistica Telegram, dato che permetterebbe la circolazione illecita di giornali e riviste in formato digitale. Nel comunicato la FIEG dice di aver chiesto «un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un’analisi dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto».

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

Nel comunicato il presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, dice che dai dieci canali esaminati, destinati alla distribuzione illecita di giornali, «la stima delle perdite subite dalle imprese editoriali è allarmante [..] In una ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno: un dato di fronte al quale confido che l’Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività».

Telegram è stato fondato nel 2013 dai fratelli russi Nikolaj e Pavel Durov, già fondatori del social network russo VK. Attualmente la sede della società è a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel marzo 2018 l’applicazione aveva raggiunto 200 milioni di utenti attivi al mese. Non ci sono dati disponibili sugli utenti italiani, ma l’app di Telegram risulta tra le più scaricate sia sui telefoni iPhone che Android. Per fare un paragone, WhatsApp, l’app di messaggistica più popolare al mondo, ha circa 1,5 miliardi di utenti attivi al mese.

(Carl Court/Getty Images)