(Yawar Nazir/Getty Images)
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  • giovedì 9 Aprile 2020

Raccogliete le forze, preparatevi

Restare a casa non vuol dire leggere e passare il tempo ma attrezzarci per un nuovo mondo, sostiene la scrittrice Olga Tokarczuk

(Yawar Nazir/Getty Images)

«We believe we are staying home, reading books and watching television, but, in fact, we are readying ourselves for a battle over a new reality that we cannot even imagine, slowly coming to understand that nothing will ever be the same».

«Restiamo a casa, leggiamo libri e guardiamo la tv, ma quello che stiamo davvero facendo è prepararci alla battaglia di una nuova realtà che non possiamo lontanamente immaginare, mentre ci rendiamo lentamente conto che niente sarà più come prima»

Olga Tokarczuk, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 1 aprile 2020

La scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha scritto per la Frankfurter Allgemeine Zeitung una riflessione su questi giorni di isolamento e di rallentamento causati del coronavirus – «da molto sentivo che c’era troppo mondo. Tutto troppo, troppo veloce, troppo assordante» – e sulle cose, negative o positive, che ci ha fatto scoprire: «che siamo creature delicate, composte dal più fragile tra i materiali», che nella nostra umanità non siamo separati dal resto del mondo, che nei momenti di difficoltà pensiamo ai nostri cari e ci prendiamo cura dei vulnerabili, ma anche che rialziamo le barriere e marchiamo le diseguaglianze. E che, forse, «il paradigma che ha formato la nostra civiltà negli ultimi 200 anni» sta per finire. Lo scritto è stato ripreso da molti giornali e riviste tra cui il New Yorker e, in Italia, il Corriere della Sera.

Olga Tokarczuk ha 58 anni e ha vinto il premio Nobel per la letteratura del 2018 grazie alla sua «immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta il superamento dei confini come una forma di vita». I vagabondi è il suo libro più importante e noto: uscì in Polonia nel 2007 e nel 2018 vinse il Man Booker International Prize, il prestigioso premio letterario dedicato alla narrativa tradotta in inglese, facendola conoscere in tutto il mondo. In Italia è stato pubblicato nel 2019 da Bompiani.

I vagabondi rientra in un genere narrativo reso famoso dallo scrittore tedesco W. G. Sebald, dove decine e decine di storie, aneddoti e divagazioni sono tenuti insieme dalla voce dell’autore, che narra un viaggio o qualcosa che gli è capitato in prima persona: su questa storia si puntellano e si diramano tutte le altre. Racconta, tra le altre cose, della sorella di Chopin che portò il cuore del musicista da Parigi a Varsavia, dell’anatomista olandese che scoprì il tendine di Achille, del bambino nigeriano esposto alla corte imperiale d’Austria e poi, dopo la morte, impagliato. Se ancora non vi è venuta la curiosità di leggerlo, trovate l’incipit qui.