(Doug Mills-Pool/Getty Images)
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  • mercoledì 25 Marzo 2020

Trump vuole «riaprire» gli Stati Uniti entro Pasqua

Lo ha detto in un'intervista a Fox News, senza alcuna base scientifica; a New York l'epidemia potrebbe raggiungere il picco proprio in quei giorni

(Doug Mills-Pool/Getty Images)

Durante un’intervista con Fox News andata in onda ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che intende «riaprire» il paese, e quindi concludere le restrizioni per fermare il coronavirus, entro Pasqua: cioè fra meno di tre settimane. Trump ha ripetuto il suo proposito durante una successiva conferenza stampa alla Casa Bianca, in cui ha spiegato che «stiamo lavorando tutti molto duramente per renderlo possibile»: «Pasqua è un giorno molto speciale per diverse ragioni, e sarebbe un bel momento» per tornare alla normalità, ha aggiunto. Negli ultimi giorni Trump aveva detto che «la cura» non doveva fare più male della malattia, in riferimento alla quarantena, e si era mostrato molto preoccupato per il crollo della borsa.

In realtà diversi esperti dubitano che gli Stati Uniti possano risolvere l’emergenza in così poco tempo, e anzi pensano che nei prossimi giorni la situazione potrebbe aggravarsi. Lo stato di New York, dove si concentra poco meno della metà dei contagi a oggi individuati, ha migliaia di nuovi casi al giorno e secondo la stima del governatore Andrew Cuomo il picco dell’epidemia è atteso fra due o tre settimane, proprio durante il periodo di Pasqua. Di recente, fra l’altro, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ipotizzato che gli Stati Uniti possano diventare il nuovo epicentro della pandemia.

Nonostante le cautele e le precauzioni invocate anche dai consulenti scientifici del governo, fin dall’inizio della crisi Trump ha minimizzato la portata della pandemia da coronavirus. Nei primi giorni aveva detto che negli Stati Uniti il contagio era «sotto controllo» e lo aveva paragonato all’influenza, continuando poi a diffondere notizie infondate sulla sua diffusione e sui suoi rimedi.

Gli Stati Uniti sono il terzo paese al mondo più colpito dalla pandemia da coronavirus dopo la Cina e l’Italia, ma a giudicare dai dati degli ultimi giorni potrebbero presto superare l’Italia: al momento sono stati registrati oltre 55mila casi con focolai in diversi stati. La gestione della crisi è resa più complicata dal fatto che i singoli stati hanno diverse competenze in materia di sanità e si stanno comportando in maniera assai varia. Le misure decise da Trump prevedono una serie di indicazioni, fra cui evitare assembramenti da più di dieci persone e chiudere bar e ristoranti per alcune settimane.