Una nave della Costa Crociere è stata bloccata in Thailandia a causa della presunta presenza di italiani contagiati a bordo

(ANSA/luca zennaro)
(ANSA/luca zennaro)

La nave Costa Fortuna della compagnia Costa Crociere è stata bloccata questa mattina nel porto di Phuket, in Thailandia, ed è stato impedito lo sbarco ai circa 1.600 passeggeri, tra cui 282 italiani. La notizia era stata riportata inizialmente dal sito thailandese The Phuket News, secondo cui la decisione sarebbe stata presa dalle autorità locali a causa della presenza di 64 persone italiane positive al coronavirus (SARS-CoV-2).

Successivamente la compagnia Costa Crociere, scrive Repubblica, ha spiegato che l’attracco della nave è stato impedito «a seguito di restrizioni imposte dal governo della Thailandia nelle ultime ore sullo sbarco di ospiti di nazionalità italiana che abbiano transitato in Italia negli ultimi 14 giorni». La situazione sanitaria bordo, dicono ancora, «è chiara e non vi è alcun caso sospetto sulla nave fra gli ospiti italiani o di altre nazionalità».

Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere, ha spiegato in un video su Facebook che la nave ieri aveva ricevuto l’autorizzazione ad approdare in Thailandia, ma questa mattina le autorità thailandesi hanno negato lo sbarco. Palomba ha anche ribadito che né sulla Costa Fortuna né sulle altre navi del gruppo sono stati registrati casi di persone infette.

Come ha reso noto venerdì l’ambasciata italiana a Bangkok, «il ministero della Salute thailandese ha richiesto a tutte le persone provenienti dai paesi o territori ad alto rischio (che da ieri sono stati ridotti e comprendono ora Italia, Cina, incluso Hong Kong e Macao, Corea del Sud e Iran, mentre nell’elenco non figurano più Francia, Germania, Giappone e Taiwan) di adeguarsi rigorosamente alle raccomandazioni delle Autorità sanitarie, che includono la “auto-quarantena” nel proprio domicilio o albergo per 14 giorni».

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