(Tom Pennington/Getty Images)

Guida ai ciclocomputer

Visto che arriva la primavera e di ciclismo da guardare ce ne sarà poco, un po' di dritte sui migliori ciclocomputer in circolazione, per pedalatori seri di ogni livello

(Tom Pennington/Getty Images)

In una sua primissima e abbozzatissima versione, la bicicletta esiste da più di duecento anni. Ma è solo dalla fine dell’Ottocento che un numero rilevante di persone iniziò a pensare di usare le biciclette per sport, per farci fatica o per vedere quanta strada si poteva fare pedalandoci sopra. Fu proprio in quel periodo che un certo Curtis H. Veeder brevettò il suo cyclometer: un aggeggio che, riprendendo la tecnologia degli antichi odometri, una specie di contapassi, permetteva di contare i giri di una ruota e calcolare di conseguenza la distanza percorsa. Per diversi decenni, ci si accontentò di quello. Oggi invece ci sono i ciclocomputer: lontani pronipoti dello strumento brevettato da Veeder, che in certi casi arrivano a costare centinaia di euro e possono fornire decine di informazioni che vanno ben oltre i chilometri percorsi.

I ciclocomputer sono, in breve, computerini portatili da mettere sul manubrio della biciclette di ogni tipo. Computerini che, in certi casi, funzionano grazie ad altri piccoli aggeggi messi qua e là sulla bicicletta e che si montano in genere in pochi minuti e senza grandi difficoltà.

Per avere le informazioni essenziali sul proprio giro in bici ce la si può cavare anche solo con uno smartphone o uno smartwatch, ma per chi invece volesse sapere molte più cose sulle proprie performance ciclistiche ci sono strumenti fatti apposta per il ciclismo. Sono tanti e diversi. Si parte dai dispositivi più semplici, che qualcuno magari chiama ancora “contachilometri”. Sono quelli che, grazie a un sensore magnetico, contano i chilometri percorsi e che nel farlo aggiungono informazioni basilari sulla velocità e il tempo, calcolando di conseguenza cose come la velocità media di un certo giro in bicicletta. Il tutto è mostrato su un piccolo schermo digitale.

Salendo di prezzo si arriva a ciclocomputer molto più avanzati: grandi quanto dei piccoli smartphone, grazie all’integrazione di strumenti e sensori da attaccare in diversi punti delle biciclette sono capaci di fornire informazioni approfondite e dettagliate sul tipo di sforzo che si sta compiendo. I migliori permettono di misurare l’altitudine, la temperatura, la pendenza della strada (grazie a un inclinometro), la frequenza delle pedalate (grazie a un sensore di cadenza), la potenza espressa pedalando (grazie ai misuratori di potenza), i battiti del cuore (grazie ad apposite fasce da mettersi al petto).

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Quelli di fascia di prezzo medio-alta consentono anche di sfruttare la navigazione cartografica per programmare e seguire sullo schermo un percorso prestabilito, come fanno i navigatori delle automobili. Per farlo sfruttano reti WiFi, GPS, Bluetooth o ANT+. Per qualcuno, molte di queste funzioni sono probabilmente superflue; per altri – che si tratti di cicloamatori, cicloturisti o granfondisti – possono essere utilissime.

Il migliore tra i ciclocomputer di questa lista costa quasi 500 euro: è per grandi appassionati, che probabilmente hanno speso almeno dieci volte tanto per la loro bicicletta. Ma già con meno della metà di quel prezzo si trovano buoni ciclocomputer ricchi di funzioni. E, per chi vuole solo cominciare, ce ne sono di più semplici ancora.

Bigo
È il modello base, per chi non ha in realtà molte esigenze in più rispetto a quelle immaginate a suo tempo da Veeder, solo che presentate su uno schermo LCD con retroilluminazione. È quello che si può tranquillamente ancora chiamare “contachilometri”, perché mostra appunto la velocità in ogni momento, i chilometri percorsi e il tempo trascorso, oltre alla temperatura e a una stima delle calorie consumate pedalando. Sembra soddisfare gli utenti che lo hanno acquistato su Amazon e ha avuto buone recensioni anche da alcuni siti di ciclismo. Il fatto che abbia poche funzioni lo rende particolarmente maneggevole e leggero (pesa meno di 100 grammi) e garantisce anche una soddisfacente durata delle pile che lo fanno funzionare.

Su Amazon Bigo costa 15 euro, mentre su eBay si trova a 20 euro.

Bryton Rider 10
Sul mercato ci sono diversi prodotti di bassa gamma come Bigo, e in genere costano tutti più di 10 e meno di 20 euro. Per il primo salto verso un prodotto chiaramente migliore ne servono invece circa 50.

Bryton è una delle migliori marche di ciclocomputer e il Rider 10 è il suo modello base. Come ogni altro ciclocomputer da qui in avanti funziona tramite GPS e permette quindi, a giro terminato, di caricare i propri percorsi su apposite app: quella di Bryton ma anche altre, per esempio la popolare Strava. Il Rider 10 ha 29 funzioni, uno schermo da due pollici, una batteria dalla durata dichiarata di 16 ore e pesa poco più di 50 grammi. Permette, associato via Bluetooth al proprio smartphone, di vedere se sono arrivati messaggi o chiamate. Ed è possibile integrarlo con un sensore per la cadenza di pedalata e una fascia cardio (anche di altri marchi).

La cadenza di pedalata (cioè il numero di colpi di pedale fatti per ogni minuto) e la frequenza cardiaca sono parametri molto utili per capire meglio il proprio sforzo e renderlo più efficace. A proposito, molti ciclocomputer sono venduti sia senza che con questi ulteriori sensori, che alzano il prezzo di qualche decina di euro. Nel comprarli bisogna quindi fare attenzione a cosa è incluso e cosa no.

Su Amazon il Rider 10 si trova a 59 euro e su ePrice a 60 euro. Su eBay c’è chi lo vende a 55 euro (e ha ottime recensioni di affidabilità), ma ci sono 7 euro e 50 di spese di spedizione.

Garmin Edge 130
Garmin è l’azienda che una ventina di anni fa migliorò notevolmente il settore di quelli che oggi chiamiamo ciclocomputer, al punto che ancora oggi continua in parte a essere un nome eponimo: può capitare che un ciclista dica “il mio Garmin” anche parlando di un ciclocomputer di un altro marchio.

Il Garmin Edge 130 è un prodotto semplice da usare ma ricco di funzioni. È consigliato a chi vuole avere un ciclocomputer della marca di riferimento e, senza spendere troppo, un dispositivo che, oltre a fornire tutti i principali parametri, faccia anche da navigatore durante le uscite in bicicletta. Significa che prima di un giro si può caricare un determinato percorso da seguire poi pedalando.

È particolarmente consigliato a chi pratica mountain bike e a chi, più che piani di allenamento e stime di quanta aria contengano i suoi polmoni (i migliori ciclocomputer fanno anche questo), è interessato a fare lunghi giri, magari in posti tra loro diversi e di cui si ha poca familiarità. Pesa solo 33 grammi e, come ha scritto Cycling Weekly, «è piccolo ma funziona meglio di altri dispositivi che sono grandi il doppio». Non va però confuso con il Garmin Edge 1030 perché, come vedremo tra poco, uno zero in più o in meno fa una grande differenza.

Su Amazon il Garmin Edge 130 costa 144 euro, mentre su eBay si trova a 139 euro, venduto da un negozio per ciclisti della provincia di Monza.

Wahoo Elemnt Bolt
Wahoo è un’azienda giovane che però si è fatta strada velocemente, e per certi versi si può dire che stia a Garmin un po’ come i computer di Apple stavano a quelli su cui girava Windows tempo fa. I suoi dispositivi sono apprezzati per la semplicità con cui si montano e per la facilità con cui si possono poi utilizzare. Il ciclocomputer Wahoo Elemnt Bolt pesa poco più di 50 grammi, ha uno schermo di poco più di due pollici e una batteria che dura circa 12 ore. Così come il Garmin Edge 130, e praticamente ogni altro dispositivo in questa fascia di prezzo, fanno anche da navigatore. In più, rispetto al Garmin Edge 130, hanno una serie di funzioni per chi intende usare i propri ciclocomputer per fare allenamenti mirati. Ha il vantaggio di integrarsi molto facilmente con ogni smartphone e lo svantaggio di necessitare di uno smartphone per alcuni settaggi.

Su Amazon i Wahoo Elemnt Bolt costano 210 euro a cui bisogna aggiungere 8 euro di spese di spedizione.

Garmin Edge 1030
È il prodotto di più alta gamma della marca principale, considerato da molti il miglior ciclocomputer sul mercato. Ha tutto quello che potrebbe avere un ciclocomputer e certamente almeno un po’ di funzioni che diversi suoi possessori non hanno mai nemmeno sperimentato. Ha uno schermo da 3,5 pollici, una memoria interna di 16 GB,  una batteria dalla durata dichiarata di 20 ore e offre la possibilità (se associato a uno smartphone) di rispondere alle telefonate.

È praticamente uno smartphone (ha uno schermo a colori) ed è fatto per associarsi al meglio con cardiofrequenzimetri e misuratori di potenza che servono per sapere in watt la potenza espressa pedalando – un parametro utilissimo, molto usato anche dai professionisti. Cycling News ha scritto che «per qualità e funzioni, è il punto di riferimento per quello che può fare un ciclocomputer». Comprare un Garmin Edge 1030 senza avere migliaia di chilometri nelle gambe è probabilmente esagerato; a meno che non lo si voglia usare come stimolo per farli davvero, tutti quei chilometri.

Su Amazon si può acquistare a 445 euro; oppure, per chi già ha un ciclocomputer, Garmin permetterà, fino al 12 marzo, di rottamarlo in cambio di uno nuovo a un prezzo molto conveniente.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.