(ANSA / MATTEO BAZZI)
  • Italia
  • sabato 8 febbraio 2020

Cinque operai sono indagati per l’incidente al Frecciarossa a Lodi

Sono quelli intervenuti mercoledì notte sul deviatoio che sembra aver causato il deragliamento

(ANSA / MATTEO BAZZI)

Cinque operai sono indagati per l’incidente al treno Frecciarossa deragliato in provincia di Lodi la mattina di giovedì, nel quale sono morti un macchinista e un altro ferroviere, e nel quale sono state ferite oltre trenta persone. Gli operai erano arrivati da Piacenza circa un’ora prima dell’incidente per fare un’operazione di manutenzione sul tratto in cui è avvenuto il deragliamento. Le ipotesi di reato sono di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo.

Il treno Frecciarossa AV9595, partito da Milano e diretto a Salerno, era deragliato alle 5.34 di giovedì, a Ospitaletto Lodigiano, in località Cascina Griona. Le cause esatte dell’incidente sono ancora oggetto di indagine, ma dalle prime ricostruzioni sembra assodato che il problema sia stato un deviatoio – cioè lo scambio, il sistema che permette al treno di deviare il proprio percorso dal tracciato principale a uno alternativo. Lo scambio sarebbe stato lasciato sulla deviazione, quando invece avrebbe dovuto essere in posizione normale, per il tracciato principale. Mentre viaggiava a circa 300 chilometri orari, quindi, il treno ha deviato verso sinistra lungo una deviazione che conduce a un deposito dei mezzi di manutenzione.

L’ipotesi principale è stata da subito un errore umano, e quindi le indagini si stanno concentrando su quanto fatto dai cinque operai di Piacenza nel loro intervento di manutenzione ordinaria. Repubblica, citando fonti vicine all’indagine, ha spiegato che verso la fine dell’intervento, cominciato a mezzanotte, la squadra aveva rilevato un’anomalia al deviatoio in questione: il sistema di sicurezza non rilevava il passaggio dello scambio da posizione deviata a normale.

Da quello che si è capito finora, secondo le ricostruzioni di Repubblica Corriere della Sera, lo scambio dell’incidente era stato riparato dagli operai che avevano provato ad attivarlo più volte per testarlo. Non avendo ritenuto la riparazione sufficiente, però, avevano deciso di isolarlo dall’alimentazione. È la procedura standard, ma invece di lasciare il deviatoio in posizione normale, come poi indicato alla centrale operativa, sembrerebbe che gli operai lo abbiano lasciato deviato. Essendo stato isolato, l’anomalia non sarebbe stata rilevata correttamente dai sistemi di sicurezza, che altrimenti avrebbero rallentato il treno prima dell’incidente.

Venerdì c’è stato uno sciopero dei ferrovieri di due ore per ricordare i due morti dell’incidente, e per giorni proseguiranno i problemi alla circolazione nella tratta di alta velocità tra Milano e Bologna, con molte deviazioni e cambi negli orari.