Lorenzo Fioramonti, Palazzo dei Congressi, Roma, 19 marzo 2019. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Lorenzo Fioramonti si è dimesso

Il ministro dell'Istruzione era da diverso tempo critico verso il M5S e il governo di Giuseppe Conte, a cui chiedeva più fondi per il suo ministero

Lorenzo Fioramonti, Palazzo dei Congressi, Roma, 19 marzo 2019. (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti, del Movimento 5 Stelle, ha dato le dimissioni scrivendo una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte. Ha spiegato le motivazioni della sua decisione in un lungo post su Facebook in cui scrive che non sono stati stanziati nuovi fondi per il suo ministero: fondi secondo lui necessari.

A metà dicembre, a Trieste, Fioramonti aveva detto: «La scuola in questo paese avrebbe bisogno di 24 miliardi. I 3 miliardi che io ho individuato non sono la sufficienza» ma rappresentano «la linea di galleggiamento». Ora, Fioramonti ha spiegato di aver accettato il suo incarico «con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza. Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione – fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società – al centro del dibattito pubblico, sottolineando in ogni occasione quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica». Ma, ha aggiunto, «sarebbe servito più coraggio da parte del Governo per garantire quella “linea di galleggiamento” finanziaria di cui ho sempre parlato, soprattutto in un ambito così cruciale come l’università e la ricerca. Si tratta del vero motore del Paese, che costruisce il futuro di tutti noi. Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica».

Fioramonti era stato viceministro dell’Istruzione nel governo Lega-M5S. Ha 42 anni ed era in aspettativa dal ruolo di professore ordinario di Economia politica all’Università di Pretoria (Sudafrica), dove aveva fondato il Centre for the Study of Governance Innovation. Nel 2014 era diventato il primo presidente dell’Associazione degli Studi dell’Unione Europea dell’Africa Sub-Sahariana e i suoi articoli erano stati pubblicati su diverse testate internazionali. Eletto parlamentare alle elezioni del marzo 2018, nel giugno dello stesso anno era stato nominato sottosegretario presso il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del primo governo Conte.

Fioramonti aveva più volte criticato il partito di cui faceva parte e com’era cambiato nel corso del tempo. In un’intervista di qualche settimana fa al Corriere della Sera aveva preso posizione contro i decreti sicurezza e la legge sulla legittima difesa fortemente voluti dalla Lega e da Matteo Salvini (e approvati anche dal M5S durante il precedente governo), aveva criticato il ruolo della Casaleggio Associati e aveva detto: «Il Movimento ha subìto uno snaturamento dovuto a un’attenzione eccessiva ai sondaggi e al concentrarsi su alcune tematiche importanti ma non dirimenti».

Quando gli era stato chiesto se si sarebbe dimesso in mancanza di fondi adeguati per il suo ministero, aveva risposto: «O colgo l’occasione per portare un cambiamento oppure è davvero inutile restare al ministero a scaldare la poltrona».