La capsula di Boeing è regolarmente tornata sulla Terra, dopo aver mancato l’orbita della Stazione Spaziale Internazionale

La capsula spaziale CST-100 Starliner di Boeing è regolarmente rientrata sulla Terra, dopo avere rinunciato alla missione per attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), a causa di un errore tecnico che dopo il lancio di venerdì 20 dicembre non le aveva permesso di raggiungere l’orbita corretta intorno al nostro pianeta. L’attività di rientro ha permesso a Boeing di verificare l’affidabilità dei sistemi per proteggere la capsula nel suo viaggio attraverso l’atmosfera, i paracadute per rallentarne la discesa e gli airbag per rendere più morbido il contatto con il suolo. A bordo di Starliner non c’erano astronauti, ma un manichino con diversi sensori per registrare le sollecitazioni durante il lancio, il volo orbitale e il rientro sulla Terra. La capsula ha toccato il suolo nei pressi di White Sands, nel New Mexico (Stati Uniti).

La missione, che faceva parte del programma Commercial Crew della NASA, per affidare ai privati il trasporto di materiali e astronauti verso la ISS, è stata comunque un mezzo fallimento. Alcuni minuti dopo il lancio di venerdì, infatti, i tecnici si sono accorti che Starliner non aveva acceso il motore principale per raggiungere l’orbita stabilita, e che l’avrebbe poi portata a incontrare la ISS. L’errore è stato dovuto al malfunzionamento di un orologio dei sistemi di bordo, che ha compromesso diverse attività che la capsula avrebbe dovuto condurre automaticamente.

Non potendo più raggiungere la ISS, Boeing ha deciso per un rientro controllato sulla Terra, in modo da testare almeno i sistemi di atterraggio. Non è ancora chiaro quando saranno svolti i prossimi test per Starliner, con o senza astronauti a bordo.

La nuova capsula spaziale di Boeing ha sbagliato orbita

(NASA)