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  • venerdì 20 Dicembre 2019

Da più di due settimane il sistema informatico della società Iren è bloccato a causa di un attacco

Lo scorso 4 dicembre i sistemi informatici dell’azienda multiservizi dell’energia Iren sono stati colpiti da un grande attacco informatico, e a circa due settimane di distanza non sono ancora tornati operativi. L’attacco, scrive Repubblica, è stato fatto tramite un malware chiamato “criptolocker”, cioè un programma che blocca l’accesso ai dati e che solitamente è accompagnato dalla richiesta di un riscatto in criptovalute. L’attacco ha bloccato gran parte del sistema informatico dell’azienda, rendendo irraggiungibili gli archivi della clientela, la centrale del pronto intervento, i badge per l’ingresso e i call center, tra le varie cose. Per alcuni giorni anche il sito internet di Iren è risultato irraggiungibile, impedendo quindi ai clienti di effettuare operazioni online.

Secondo quanto scrive Repubblica, inoltre, «alcuni dipendenti di società esternalizzate sono stati costretti alla ferie forzate […] e anche nella stessa Iren si era pensato di mettere alcuni lavoratori in ferie forzate, vista appunto l’attività ridotta in molti settori e in attesa del ripristino dei software. Ipotesi che poi è sfumata, viste le ripercussioni anche mediatiche che avrebbe avuto la decisione». Il danno economico di questo attacco informatico, scrive il giornale, si aggirerebbe tra i 25 e i 30 milioni di euro, ma la società ha smentito questa cifra a Repubblica: «Solo in caso di mancata fatturazione avremmo raggiunto quelle cifre. A livello finanziario non abbiamo avuto problemi». L’attacco sarebbe avvenuto tramite «un computer non aggiornato, lasciato sempre acceso, pare per comodità, da qualche dipendente».

Iren è nata nel 2010 dalla fusione tra Iride e Enìa, e opera nei settori dell’energia elettrica, del gas, del teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati, dei servizi ambientali e dei servizi tecnologici. Ha più di 7mila dipendenti e la sua sede a Reggio Emilia, ma ha poli operativi anche a Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, La Spezia e Vercelli.