• Italia
  • mercoledì 11 dicembre 2019

Marta Cartabia è la prima donna presidente della Corte costituzionale

Con 14 voti a favore su 15, perché lei si è astenuta

La giudice costituzionale Marta Cartabia è stata eletta presidente della Corte: è la prima donna a ricoprire l’incarico. Ha ottenuto 14 voti su 15: quello mancante è il suo, perché ha fatto sapere di essersi astenuta. Marta Cartabia è nata a San Giorgio su Legnano (MI) nel 1963: ha 56 anni ed è tra i presidenti più giovani che la Consulta abbia mai avuto. Resterà in carica fino al 13 settembre 2020, quando scadrà il suo mandato di giudice costituzionale. La Corte ha confermato come vicepresidenti i giudici Aldo Carosi e Mario Morelli.

Cartabia, sposata e con tre figli, è professore di Diritto costituzionale all’Università Bicocca di Milano. Ha insegnato e fatto ricerca in molte università italiane e straniere, tra cui in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti, e ha pubblicato su riviste internazionali. Nel settembre del 2011 venne nominata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giudice della Corte costituzionale, di cui è vicepresidente dal novembre 2014: fu la terza giudice donna della Consulta, dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Da allora ha redatto 171 decisioni, tra cui quelle sui vaccini e sull’Ilva. Cartabia è cattolica e considerata vicino al movimento Comunione e Liberazione. Di lei si era già parlato nel 2015, come possibile candidata alla presidenza della Repubblica, e più di recente nell’estate scorsa, come potenziale presidente del Consiglio durante la crisi del governo della Lega e del M5S.

Cartabia si laureò nel 1987 con il professore Valerio Onida (che a sua volta divenne presidente della Corte costituzionale) all’Università degli studi di Milano, con una tesi sul diritto costituzionale europeo; nel 1997 conseguì un dottorato di ricerca presso l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole dopo aver lavorato come ricercatrice alla Michigan Law School, negli Stati Uniti.
Nella sua carriera ha ricoperto importanti incarichi istituzionali, scrive e ha mansioni decisionali in numerose riviste scientifiche, tra cui nel Comitato di direzione di Quaderni costituzionali e di Diritto e società e del comitato consultivo dell’International Journal of Constitutional Law; nel 2009 fu tra i cofondatori della prima rivista italiana di diritto pubblico in inglese, l’Italian Journal of Public Law.

Il presidente della Corte Costituzionale è eletto a maggioranza tra i giudici della Corte stessa, che votano a scrutinio segreto. La durata della carica è di tre anni e i presidenti uscenti sono rieleggibili, ma i giudici della Corte Costituzionale – che sono 15, scelti per un terzo dal Parlamento, per un terzo dal presidente della Repubblica e per un terzo da diversi collegi della magistratura – restano in carica solo nove anni non rinnovabili (quindi spesso i presidenti non riescono a restare in carica tre anni, come sarà nel caso di Cartabia).

(Vincenzo Livieri - LaPresse)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.