Chiosco – Pescara © Massimo Baldini Formato 16x16, stampa in b/n
  • Cultura
  • domenica 17 novembre 2019

Gli italiani, fotografati

In un libro di 83 fotografie che danno un'interpretazione di come siamo, accompagnate da testi di grandi scrittori

Spiaggia – Lido di Noto, Siracusa © Massimo Baldini

Il libro Gli italiani, pubblicato recentemente dalla casa editrice Il Mulino, raccoglie 83 fotografie scattate da Massimo Baldini in tutta Italia tra il 2015 e il 2018, accompagnate da una serie di testi scelti dallo scrittore e italianista Claudio Giunta, che variano dalla narrativa, alla poesia fino a saggi ed interviste, con estratti dalle opere di Dante, Pasolini, Camilla Cederna, Stefano Benni e Giacomo Leopardi, tra gli altri.

Il libro si ispira – a partire dal titolo, fino alla struttura e al numero di fotografie – a The Americans (Gli Americani) di Robert Frank, che raccoglieva le foto scattate dal grande fotografo statunitense viaggiando in 48 stati americani a metà degli anni Cinquanta, con uno stile nuovo che cambiò il modo di vedere i reportage. La prima edizione, pubblicata in Francia nel 1958, era fatta di 83 foto accompagnate da saggi.

Nelle foto di Baldini ci sono italiani al bar, in spiaggia, in chiesa o ai circoli Arci, in città e soprattutto in provincia, “gente ordinaria e persone mature e anziane”. Secondo Claudio Giunta emerge “un’umanità per lo più aggrappata a riti e aspirazioni piccolo-borghesi: il cibo, la macchina, la religione, i cellulari; gli italiani di Baldini hanno soprattutto questo in mente, si dedicano soprattutto a queste occupazioni, a questi piaceri”; mentre per Claudio Marra, storico della fotografia che ha scritto un saggio introduttivo al libro, si tratta di “un’ampia riflessione sugli italiani di oggi, su un insieme di caratteristiche, di comportamenti e di luoghi, colti nel corso di lunghe peregrinazioni”.

Circolo Arci – Sant’Alberto, Ravenna
© Massimo Baldini
Formato 16×16, stampa in b/n

Il libro inizia con la poesia Nel Sonno di Vittori Sereni:

C’era altro da fare delle domeniche?
I giornali attorno ai chioschi
garruli al vento primaverile:
viene un tale, canaglia in panni lindi,
su titoli e immagini avventa un suo cagnaccio.
– La sporca politica
e noi sempre pronti a rifondere il danno,
Pantalone che paga –
e getta soldi all’accorso edicolante.
Approvazioni, intorno, risa.

L’Italia, una sterminata domenica.
Le motorette portano l’estate
il malumore della festa finita.
Sfrecciò vano, ora è poco, l’ultimo pallone
e si perse: ma già
sfavilla la ruota vittoriosa.
E dopo, che fare delle domeniche?
Aizzare il cane, provocare il matto…
Non lo amo il mio tempo, non lo amo.
L’Italia dormirà con me.
In un giardino d’Emilia o Lombardia
sempre c’è uno come me
in sospetti e pensieri di colpa
tra il canto di un usignolo
e una spalliera di rose…

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