Alcuni pick up passano vicino ad alcuni ordigni dell'ISIS inesplosi vicino a Mosul, in Iraq. (Carl Court/Getty Images)
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  • lunedì 11 novembre 2019

L’ISIS ha rivendicato l’attacco contro i 5 militari italiani in Iraq

Una mina è esplosa al passaggio del veicolo su cui viaggiavano nel Kurdistan iracheno: nessuno è in pericolo di vita, ma tre sono gravi

Alcuni pick up passano vicino ad alcuni ordigni dell'ISIS inesplosi vicino a Mosul, in Iraq. (Carl Court/Getty Images)

Lunedì pomeriggio lo Stato Islamico (o ISIS) ha rivendicato l’attacco esplosivo che domenica aveva ferito cinque militari italiani nella zona di Sulaymaniyya, nel Kurdistan iracheno. Il comunicato del gruppo terrorista è stato riportato dal sito specializzato SITE, che ha spiegato che l’ISIS non ha menzionato il paese di provenienza dei militari, limitandosi a chiamarli “crociati”. I soldati erano stati feriti nell’esplosione di una mina mentre viaggiavano a bordo di un veicolo corazzato: nella zona attacchi simili sono frequenti, e colpiscono solitamente l’esercito iracheno. Non è ancora chiaro se l’ISIS abbia colpito intenzionalmente dei soldati internazionali.

Tre dei militari sono in condizioni gravi, anche se non in pericolo di vita, ha detto il ministero della Difesa. Stavano svolgendo attività di «mentoring and training», cioè di supporto e addestramento, all’esercito iracheno impegnato nella guerra contro lo Stato Islamico, ancora attivo seppur ormai senza veri territori tra il nord della Siria e dell’Iraq. Secondo Repubblica, erano di rientro da una missione nei pressi di Kirkuk, quando un cosiddetto IED – un ordigno esplosivo improvvisato – nascosto sotto terra è esploso al passaggio del veicolo.

I cinque soldati italiani sono stati trasportati su elicotteri americani a Baghdad. Non ci sono notizie confermate sulle ferite che hanno riportato, ma i giornali dicono che uno ha avuto un’emorragia interna, uno ha perso alcune dita di un piede e il terzo è ferito gravemente alle gambe e ha dovuto subire un’amputazione parziale. Gli altri due avrebbero subito invece soltanto micro fratture e piccole lesioni.

Tre dei soldati feriti appartengono al Gruppo operativo incursori Comsubin della Marina, gli altri due al nono reggimento d’assalto dei paracadutisti del Col Moschin dell’Esercito: Repubblica dice che si chiamano Andrea Quarto, Emanuele Valenza, Michele Tedesco, Marco Pisani e Paolo Piseddu. Bruno Antonio Pasquino, ambasciatore italiano in Iraq, ha già detto che saranno riportati in Italia appena possibile.

Ci sono circa mille soldati italiani in Iraq, nell’ambito di una missione della NATO a sostegno del governo e delle istituzioni locali.

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