(ANSA/MARCO PASSARO/FOTOGRAMMA)

Non si capisce più se Salvini ha incontrato Liliana Segre

Il capo della Lega ha smentito la notizia che oggi era sulle prime pagine dei giornali

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Il leader della Lega ed ex ministro Matteo Salvini ha smentito di aver incontrato a Milano la senatrice a vita Liliana Segre, come invece era stato comunicato da diversi giornali e telegiornali. La notizia dell’incontro era oggi sulle prime pagine di Repubblica, Stampa, Corriere della Sera, ManifestoGiornale e Libero, e dentro molti altri quotidiani. Salvini ha detto:

«L’incontro con Segre l’avrò più avanti».

Poi ha spiegato:

«Gli incontri che ho li comunico, gli incontri che non comunico io per quello che mi riguarda non ci sono».

Salvini ha anche risposto «certo» a chi gli ha chiesto se vorrebbe incontrare Segre, ha detto di essere stato lui a chiedere l’incontro e ha continuato a paragonare le intimidazioni che riceve a quelle ricevute da Segre, che ha 89 anni ed è sopravvissuta all’Olocausto. «In un paese civile non dovremmo rischiare niente né io né la Segre», ha detto, e poi ha aggiunto:

«Io ascolto, è una donna estremamente intelligente. Sono giovane, ho voglia di capire, di imparare e di ascoltare. Farà le sue scelte a prescindere da quello che suggerisce Salvini. Ritengo che sia una donna estremamente l’intelligente quindi non ha assolutamente bisogno dei miei consigli».

Dopo le parole di Salvini c’è comunque chi fa notare – citando fonti interne ai giornali e vicine alla famiglia Segre – che l’incontro potrebbe comunque esserci stato, e che Salvini abbia semplicemente scelto di non renderlo pubblico.

Salvini – che era a Milano per partecipare all’EICMA, l’Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori – ha comunicato anche che il 10 dicembre parteciperà, sempre a Milano, a una manifestazione dei sindaci a sostegno di Liliana Segre.

Segre è stata nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel gennaio del 2018 per «per aver illustrato la patria con altissimi meriti nel campo sociale». Da bambina fu espulsa da scuola per le leggi razziali e nel 1944 fu deportata al campo di concentramento di Auschwitz dove rimase per circa un anno prima di essere liberata. Da decenni si impegna per conservare la memoria dell’Olocausto nelle nuove generazioni e per questo si ritrova da mesi al centro di minacce sempre più numerose – secondo l’Osservatorio antisemitismo riceve una media quotidiana di 200 messaggi d’odio sui social network – e martedì scorso esponenti di Forza Nuova, partito neofascista di estrema destra, avevano esposto uno striscione contro di lei a Milano, vicino al teatro di via Fezzan, in cui la senatrice stava parlando davanti a 500 studenti. Dal 7 novembre ha la scorta, garantita dai carabinieri del Comando provinciale di Milano. La misura è stata decisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Renato Saccone.

La sua proposta di istituire una commissione parlamentare sulle discriminazioni e l’odio razziale è stata approvata con l’astensione della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia. Salvini aveva detto di temere che la commissione volesse condannare anche il nazionalismo e «il presunto razzismo», e aveva aggiunto che una commissione del genere non ha senso di esistere perché «in Italia non ci sono fascisti».

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