• Mondo
  • mercoledì 16 ottobre 2019

Uno dei leader delle proteste per la democrazia a Hong Kong è stato picchiato e ricoverato in ospedale

Jimmy Sham, uno dei leader delle proteste per la democrazia a Hong Kong, è stato picchiato e per questo ricoverato in ospedale. Alcune immagini circolate sui social network mostrano Sham a terra su un marciapiede con la testa e le braccia insanguinate. Secondo le prime ricostruzioni Sham è stato picchiato da quattro o cinque persone. È la seconda volta che viene aggredito dall’inizio delle proteste. L’organizzazione guidata da Sham ha dato la responsabilità dell’aggressione ai sostenitori del governo e della Cina, allo scopo di «minacciare e inibire il legittimo esercizio dei nostri diritti naturali e legali». Il gruppo sta chiedendo le autorizzazioni per organizzare domenica una nuova manifestazione, ma queste richieste ultimamente sono sempre negate dalla polizia (e le proteste avvengono comunque, non autorizzate). Amnesty International ha chiesto l’apertura di un’indagine indipendente sull’aggressione.

Jimmy Sham, l’8 settembre 2019 (AP Photo/Kin Cheung)

Le proteste nel quartiere di Admiralty, Hong Kong, 4 ottobre 2019 (Laurel Chor/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.