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  • mercoledì 9 Ottobre 2019

Dario Franceschini ha confermato la procedura di revoca della concessione dell’Abbazia di Trisulti alla fondazione sovranista di Steve Bannon

Il ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini ha annunciato di voler proseguire la procedura di revoca della concessione ministeriale dell’Abbazia di Trisulti, che era stata data a una fondazione di Steve Bannon, ex capo stratega di Donald Trump. L’abbazia si trova a Collepardo, in provincia di Frosinone, ed era in stato di abbandono. Era stata affidata con un bando al “Dignitatis Humanae Institute” di Steve Bannon, che avrebbe voluto farne una scuola di formazione sovranista. 

Nel febbraio del 2018 era stato proprio Franceschini, anche allora ministro per i Beni e le Attività culturali, a firmare la concessione, che sarebbe stata valida per 19 anni, per un affitto annuale di circa 100mila euro. Nei mesi successivi, però, erano emerse diverse irregolarità nell’assegnazione del bando alla fondazione di Bannon: veniva detto, per esempio, che i partecipanti al bando avrebbero dovuto aver già gestito per almeno 5 anni un ente museale e il Dignitatis Humanae Institute disse di aver gestito il museo monastico di San Nicola nella Ciociaria, ma da un’indagine della trasmissione televisiva Report si scoprì che questo non era vero. Successivamente venne fuori anche che la garanzia finanziaria fornita dal Dignitatis Humanae Institute sarebbe stata falsa.

Per questi motivi nel 2019 il nuovo ministro per i Beni e le Attività culturali, Alfredo Bonisoli, aveva avviato le pratiche per la revoca della concessione, una procedura che Franceschini ha detto di voler proseguire. Per l’abbazia, ha detto Franceschini in audizione davanti alle commissioni Istruzione e Cultura di Senato e Camera, «era stato fatto un bando, che seguiva un’idea positiva, rivolto alle associazioni no profit per capire se alcuni siti chiusi, erano in tutto dieci, potevano essere affidati a queste associazioni. Il bando però va perfezionato. Uno fu vinto da questa associazione, di cui poi è cambiata la natura e anche l’investimento e l’uso dell’immobile. C’è un procedimento di revoca che intendo proseguire senza esitazioni».

(Kay Nietfeld/dpa(ANSA)