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  • lunedì 7 ottobre 2019

Le proteste in Francia contro la procreazione medicalmente assistita per tutte

Le associazioni conservatrici e cattoliche, alcune vicine all'estrema destra, hanno protestato contro un progetto di legge voluto dal presidente Macron

Domenica 6 ottobre, in Francia, gli oppositori di un nuovo progetto di legge che estende la procreazione medicalmente assistita (PMA) a tutte le donne – sole e in coppia – hanno marciato a Parigi, vicino al jardin du Luxembourg: «Un percorso molto breve», ha scritto Le Monde, «che ha permesso agli organizzatori di proclamare che la testa del corteo era arrivata quando la fine non aveva ancora lasciato il punto di partenza».

La marcia è stata organizzata da una ventina di associazioni per la maggior parte cattoliche, vicine all’estrema destra e legate a Manif pour tous, organizzazione che già era scesa in piazza contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2012. Dal palco ha parlato anche Jacopo Coghe, portavoce in Italia di Pro Vita e Famiglia e vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie, gruppi ultraconservatori che hanno legami con organizzazioni della destra cristiana nel mondo e con i partiti dell’estrema destra italiana. Gli organizzatori hanno parlato di 600 mila persone presenti alla manifestazione, ma una società indipendente ne ha contate 74.500 e la stima della prefettura è di 42 mila.

Al di là dei numeri, che sono comunque il principale argomento di discussione sui giornali francesi di oggi, i mezzi a disposizione di queste organizzazioni erano invece significativi: maxischermi, tre milioni di volantini distribuiti, spazi pubblicitari e manifesti esposti per settimane, due treni speciali riservati e oltre un centinaio di autobus da tutta la Francia. La motivazione della manifestazione era difendere la famiglia tradizionale formata da una coppia eterosessuale e sposata, e opporsi alla gestazione per altri (che non è però contemplata dalla nuova legge, e che il governo francese ha escluso esplicitamente). Tra gli slogan: “Libertà, uguaglianza, paternità”.

Venerdì 27 settembre l’Assemblea Nazionale francese aveva votato a favore dell’articolo 1 di una nuova legge che prevede l’estensione del diritto alla PMA (la procreazione medicalmente assistita) alle donne sole e alle coppie di donne sposate o no (come già avviene in Belgio, Danimarca e Spagna). Oggi in Francia il ricorso alla PMA è riservato alle coppie sterili eterosessuali in età fertile. Le coppie di donne che faranno ricorso alla PMA, secondo la nuova legge, dovranno fare una dichiarazione di riconoscimento preventivo del figlio o della figlia di fronte a un notaio, come già avviene per le coppie eterosessuali non sposate, e sull’atto di nascita ci sarà scritto «madre» e «madre». La legge introduce anche delle novità sull’anonimato dei donatori: la possibilità per il donatore di dare il proprio consenso per rendere nota la propria identità alla maggiore età del ragazzo o della ragazza nata dalla PMA.

Per essere approvata in modo definitivo la legge – che era stata promessa da Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali – dovrà ora essere votata dal Senato, ma si prevede che non ci saranno problemi. Secondo i sondaggi il 60 per cento dei francesi è favorevole al fatto che una coppia di donne possa avere accesso alla PMA, e il 65 per cento sostiene la sua estensione anche alle donne single. Finora le donne single e le coppie lesbiche che volevano avere figli erano costrette a viaggiare all’estero, situazione che i promotori della proposta di legge hanno definito «discriminatoria».

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