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  • mercoledì 2 ottobre 2019

A Singapore è entrata in vigore la legge che criminalizza la pubblicazione di notizie false

A Singapore è entrata in vigore la legge che criminalizza la pubblicazione di notizie false approvata lo scorso maggio. La legge, che permette al governo di bloccarne la condivisione sui social network e rimuovere contenuti da internet, è stata criticata sia dalle grandi aziende di internet che dagli attivisti che si occupano di libertà di parola, tra cui l’organizzazione Human Rights Watch: ritengono che possa essere usata per reprimere il dissenso. A Facebook, Twitter e Google (che hanno le proprie sedi asiatiche a Singapore) è stato dato del tempo in più per adattarsi alla nuova legge che prevede che i social network debbano segnalare con appositi avvisi le notizie ritenute false dal governo. L’opposizione aveva criticato il provvedimento dicendo che conferirà troppo potere al governo, che sostiene potrà in questo modo determinare cosa sia vero e cosa no, arrivando a influenzare pesantemente l’opinione pubblica per mantenere il potere.

Secondo la legge se una notizia sarà ritenuta lesiva nei confronti degli interessi di Singapore, le aziende che l’avranno diffusa potranno essere multate fino a 640mila euro e le singole persone responsabili rischieranno fino a 10 anni di carcere.

Singapore è una città-stato non del tutto democratica e ha leggi molto dure, sia per quanto riguarda le limitazioni alle libertà personali sia per le pene; tra le altre cose le sue leggi prevedono la pena di morte e le punizioni corporali, oltre a multe consistenti anche per atti come il masticare gomme, il fumare e il bere alcolici per strada.

(Singapore Press via AP Images)

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