• Cultura
  • lunedì 16 settembre 2019

Non si era ancora vista una serie come “Undone”

È su Amazon Prime Video e si è fatta notare per la particolare tecnica con cui è girata e per l'ambiziosa storia che racconta

Undone è una serie animata della quale si sta parlando molto bene: per l’ambiziosa storia che racconta e per la tecnica inconsueta che usa per farlo. La serie parla di una donna che dopo un incidente sembra riuscire a viaggiare nello spazio e nel tempo, e lo fa con immagini che sono ottenute con la tecnica del rotoscope e stanno quindi a metà tra il disegno e la realtà. Undone è stata creata da Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy, ideatore e sceneggiatrice di BoJack Horseman, e ha per protagonista Rosa Salazar, della quale si era già parlato per il suo ruolo in Alita – Angelo della battaglia. È su Amazon Prime Video dal 13 settembre e dura in tutto meno di tre ore.

Prima che tutto prenda un giro molto strano, la storia di Undone sembra quella di una normale serie a metà tra il dramma e la commedia. La protagonista Alma ha 28 anni, un normale lavoro da maestra d’asilo che non le piace, una relazione da cui non sembra granché presa, una sorella più realizzata ed equilibrata di lei, e una madre apprensiva. Di Alma sappiamo anche che suo padre morì in un incidente quando lei era piccola e che si dice che sua nonna fosse schizofrenica. Fin qui sembrano le premesse di una storia drammatica, personale e familiare. Ci sono però anche momenti più allegri, da commedia: Alma è certamente annoiata e frustrata, ma non del tutto arresa. Qualcuno, nel parlare di lei e delle premesse della storia, ha citato Fleabag.

Già nel primo episodio, quindi dopo nemmeno mezz’ora di storia, succede però che Alma abbia un incidente in seguito al quale tutto cambia. La storia che sembrava un po’ un dramma e un po’ una commedia diventa anche un giallo e una profonda riflessione su temi grandi e complessi. Alma sviluppa infatti quella che il New York Times definisce «una visione alterata della realtà e del tempo». Ci sono momenti in cui vede e interagisce con il padre Jacob, interpretato da Bob Odenkirk; ce ne sono altri in cui torna a quando era bambina, altri ancora in cui è molto lontana, nello spazio o nel tempo, dalla camera di ospedale in cui dovrebbe trovarsi. Jacob le dice che il suo dono è reale e che può usarlo per salvarlo.

Ci sono due opzioni: Alma ha sviluppato una sorta di talento latente che le permette di fare quello che fa; oppure è tutto un prodotto della sua mente. Alma si trova quindi a dover provare a gestire questo suo dono e a dover risolvere una sorta di mistero del passato, il tutto cercando nel frattempo di capire se quello che le succede è reale o no. «La storia», ha scritto il New York Times, «è in parte fantascienza, in parte commedia drammatica familiare, in parte thriller paranoide, in parte mistero su un omicidio».

Ma le peculiarità di Undone – e le qualità per cui se ne sta parlando davvero molto bene – stanno anche nel modo in cui è stata girata. Kate Purdy, la sceneggiatrice, ha raccontato a Hollywood Reporter che all’inizio la storia era stata scritta per essere girata in modo normale, con attori in carne e ossa che recitavano in un set, davanti a una cinepresa. Si accorsero però che l’animazione avrebbe permesso di rendere molto più fluidi e credibili i vari salti che la serie fa tra spazi e tempi diversi.

Nessuno voleva però rinunciare alla recitazione degli attori. Hisko Hulsing, regista olandese di Undone, propose quindi il rotoscopeÈ una tecnica che esiste da quasi un secolo e consiste nel ricalcare e colorare immagini reali. Richard Linklater ci ha girato i film Waking Life e A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare, e la tecnica fu usata anche per alcuni videoclip dei Beatles. Undone non è la primissima serie in assoluto a usare il rotoscope, ma è la prima a farlo facendosi davvero notare.

Le scene di Undone sono state girate dagli attori in stanze praticamente vuote e poi qualcuno le ha “animate” e colorate, aggiungendo anche ambienti, mobili e sfondi.  Hulsing suggerì il rotoscoping perché permetteva di mantenere tutte le emozioni e le micro-espressioni dei protagonisti senza dover però rinunciare alle possibilità di manipolazione della realtà offerte dall’animazione. «Con questa tecnica prendi il meglio dei due mondi», ha detto Purdy. Secondo il New York Times il rotoscope usato in Undone «sembra aver abbassato la gravità del 25 per cento o giù di lì. Anche in scene normali, sembra tutto più galleggiante. Le persone sembrano muoversi come se fossero sottacqua».

La maggior parte delle recensioni di Undone dice che la serie riesce a usare l’artisticità e l’originalità delle sue immagini, e parlano di una recitazione molto apprezzata, per raccontare nel miglior modo possibile una storia intrigante, surreale e fuori dal comune. The Verge ha scritto che «potrebbe essere l’inizio di qualcosa di bellissimo» per la serialità e per l’animazione; IndieWire ha scritto che «è un progetto affascinante da esaminare, ma anche una storia molto umana»; Vox ha scritto che non avevamo mai visto qualcosa come Undone: per come è girato, per quello che racconta e per come lo fa.


Disclaimer: il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi dagli abbonamenti sottoscritti attraverso i link di questo articolo, senza variazioni dei prezzi.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.