La città di Tasiilaq, sulla costa orientale della Groenlandia (AP Photo/Felipe Dana)
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  • lunedì 19 agosto 2019

Trump ha confermato di voler comprare la Groenlandia

Ha detto che sarebbe «un grande affare immobiliare», ma ha aggiunto che al momento non è una priorità degli Stati Uniti

La città di Tasiilaq, sulla costa orientale della Groenlandia (AP Photo/Felipe Dana)

Negli scorsi giorni un articolo del Wall Street Jorunal, citando diverse persone ben informate dei fatti, aveva raccontato dell’intenzione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di acquistare per conto degli Stati Uniti la Groenlandia, la grande isola che fa parte della Danimarca. L’articolo era stato molto discusso, perché non si capiva quanto concrete fossero le ambizioni che raccontava, ma domenica lo stesso Trump ha confermato le indiscrezioni, dicendo che sta davvero pensando di comprare la Groenlandia.

«Sostanzialmente è di proprietà della Danimarca», ha detto Trump parlando con i giornalisti durante una visita in New Jersey; «Siamo ottimi alleati della Danimarca, proteggiamo la Danimarca come proteggiamo gran parte del mondo. È venuta fuori questa idea e ho detto “Certo che sarei interessato”. Strategicamente è interessante e saremmo interessati, ma ne dobbiamo parlare un po’. Non è una questione di primaria importanza, ve lo posso assicurare».

Trump per motivare la sua idea ha aggiunto che la Groenlandia sta pesando molto negativamente sull’economia della Danimarca. «Sarebbe un grande affare immobiliare. Ci si possono fare molte cose. La Danimarca sta perdendo quasi 700 milioni di dollari all’anno per sostenerla. […] Strategicamente per gli Stati Uniti sarebbe molto bello, siamo un grande alleato della Danimarca, proteggiamo la Danimarca e aiutiamo la Danimarca e lo faremo». Trump ha anche detto che a settembre visiterà la Danimarca nel corso di un viaggio istituzionale in Europa, ma che non lo farà per discutere dell’acquisto della Groenlandia.

Domenica, prima delle dichiarazioni di Trump, l’articolo del Wall Street Journal era stato commentato anche dalla prima ministra danese Mette Frederiksen, che aveva detto al giornale Sermitsiaq: «La Groenlandia non è in vendita. La Groenlandia non è danese. La Groenlandia appartiene alla Groenlandia. Spero vivamente che non sia un’idea seria». La Groenlandia, infatti, appartiene politicamente alla Danimarca ma si autogoverna con una grande autonomia per quanto riguarda le proprie risorse e lo sfruttamento delle proprie terre, in larga parte coperte dal ghiaccio.

Da sempre è tuttavia una regione con un forte legame con gli Stati Uniti, non solo perché geograficamente appartiene al continente americano, ma anche perché è sempre stata un presidio strategico centrale della NATO. Sull’isola c’è la base militare americana più a nord, oltre 1.000 chilometri sopra al circolo polare artico: la Thule Air Base, parte del sistema di allerta antimissilistico statunitense e nella quale gli Stati Uniti hanno grandissima libertà di azione.

Secondo le fonti sentite dal Wall Street Journal, per Trump un’acquisizione della Groenlandia sarebbe una specie di eredità da lasciare al paese, un po’ come l’inclusione dell’Alaska portata a termine da Dwight Eisenhower nel 1959. L’idea era stata accolta con un misto di attesa e preoccupazione nello staff di Trump, secondo il Wall Street Journal, perché non si è capito quanto in là voglia spingersi davvero Trump con questo progetto.

Non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti provano a comprare l’isola: era già stata presentata un’offerta da 100 milioni di dollari nel 1946, e un’altra volta c’era stato un tentativo nel 1867. In quelle occasioni, la Danimarca aveva rifiutato di vendere, e non ci sono indicazioni che l’orientamento del paese sia cambiato.

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