Jesse Chavez, lanciatore degli Oakland Athletics, in panchina al Coliseum (Lachlan Cunningham/Getty Images)
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  • lunedì 29 luglio 2019

L’ultima squadra di Oakland è quella di “Moneyball”

La città sta passando anni difficili, e così le sue storiche squadre di basket e football se ne sono andate: restano solo gli Athletics, ma non si sa ancora per quanto

Jesse Chavez, lanciatore degli Oakland Athletics, in panchina al Coliseum (Lachlan Cunningham/Getty Images)

Dalla prossima stagione i Golden State Warriors, la squadra di basket più forte dell’ultimo quinquennio in NBA, giocheranno le loro partite nel nuovo Chase Center di San Francisco, dopo aver giocato la loro ultima stagione alla Oracle Arena di Oakland, sull’altra sponda della baia. Per la città di Oakland il trasferimento dei Warriors a San Francisco è stata la seconda brutta notizia ricevuta negli ultimi anni: nel 2020, infatti, anche la squadra di football dei Raiders lascerà la città per spostarsi a Las Vegas, come annunciato per tempo nel 2017.

Quando anche i Raiders si saranno trasferiti altrove, a Oakland, una città con una grande tradizione sportiva ma alle prese con seri problemi economici e sociali, rimarranno soltanto gli Athletics, la storica squadra di baseball raccontata nel libro e nel film Moneyball. Ma anche il loro futuro è incerto.

I Golden State Warriors continuano a definirsi la squadra di basket della Bay Area: d’altra parte non si chiamavano Oakland Warriors prima e non si chiameranno San Francisco Warriors ora. Fatto sta però che hanno lasciato Oakland e la Oracle Arena, la più vecchia arena sportiva del campionato, in uso dal 1966, per il nuovo e multifunzionale Chase Center, un investimento da oltre 1 miliardo di dollari a due passi dal centro città.

I lavori all’interno del Chase Center di San Francisco (Peter Barreras/AP Images)

Negli sport nordamericani i trasferimenti delle squadre da una città all’altra sono spesso motivati dalle esigenze di nuove infrastrutture: quando queste non possono essere realizzate in città, le proprietà iniziano a guardarsi intorno per cercare nuovi luoghi in cui spostarsi e costruire, senza preoccuparsi molto dei tifosi. Il fatto che le partecipazioni ai maggiori campionati sportivi nordamericani siano bloccate, e che avere una squadra sia estremamente remunerativo per tante città – come è stato per Oakland in passato – fa sì che le amministrazioni locali di mezzo paese scalpitino per accaparrarsi un posto in NBA, NFL o MLB.

Le ragioni infrastrutturali sono alla base del trasferimento dei Raiders da Oakland a Las Vegas. Nonostante la grande tradizione della squadra rappresentata dal pirata con l’elmetto, vincitrice di tre Super Bowl, l’impossibilità di avere un nuovo stadio al posto del vecchio e malridotto Coliseum ha spinto la proprietà ad accordarsi con Las Vegas, dove troverà un nuovo impianto coperto da 65.000 posti costato quasi due miliardi di dollari.

Il Coliseum è tuttora lo stadio in uso dagli Athletics, per 53 anni la squadra di baseball di Oakland. Gli Athletics sono di proprietà di John J. Fisher, figlio dei fondatori dell’azienda di abbigliamento Gap. L’attuale proprietà non è fra le più ricche del campionato, ma dopo le nove World Series vinte tra il 1910 e il 1989, nel corso degli anni è riuscita a mantenere una delle migliori squadre a basso budget della lega. Gli Athletics hanno inoltre guadagnato molta popolarità dopo la pubblicazione di Moneyball, il libro scritto da Michael Lewis da cui poi è stato tratto il film del 2011 con Brad Pitt e Philip Seymour Hoffman (una storia che al Post gode di un piccolo culto).

Le tribune deserte del Coliseum (Icon Sportswire via AP Images)

Ora però la squadra ha urgente bisogno di investimenti a cui da sola non riesce a provvedere. Il principale riguarda lo stadio, una fonte redditizia irrinunciabile per qualsiasi squadra professionistica. Il Coliseum – che peraltro sorge a pochi metri di distanza dalla Oracle Arena – è malridotto per gli standard americani, scomodo e quindi poco frequentato. È inoltre l’unico impianto ancora condiviso da una squadra di baseball e una di football, motivo per il quale non accoglie bene né l’una né l’altra. Il presidente degli Athletics, Dave Kaval, è da tempo al lavoro per trovare una nuova area dove poter costruire, ma le difficili situazioni in cui versa la città non sono di aiuto.

I problemi di Oakland sono comuni a tutti i grandi centri della Bay Area. Quella parte della California è infatti il luogo in cui si concentrano le maggiori aziende tecnologiche del mondo, e per questo da anni è diventata una delle aree più diseguali, invivibili e costose degli Stati Uniti. I prezzi delle case e il costo della vita sono fra i più alti del paese e la popolazione è demograficamente tra le meno variegate. Un quinto degli abitanti della California fatica a sostenersi economicamente, e dal 2010 le persone che hanno lasciato lo stato sono triplicate.

Oakland è da tempo alla prese con l’emergenza dei senzatetto, la crisi delle piccole attività commerciali e il degrado delle periferie. In questo momento è quindi impossibilitata a sostenere la squadra di baseball in un investimento che solitamente si aggira attorno al miliardo di dollari.

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