Il commentatissimo trailer del film “Cats”

In tantissimi su Twitter si stanno dicendo inquietati e sconcertati dalla soluzione adottata per trasformare gli attori nei gatti protagonisti del musical

Una scena del trailer di "Cats" con Francesca Hayward

Giovedì è stato diffuso il primo trailer di Cats, il film di Tom Hooper ispirato dall’omonimo celeberrimo musical di Andrew Lloyd Webber, che uscirà nei cinema prima di Natale. Era piuttosto atteso: sia per la fama del musical, che rimase in cartellone a Broadway per 18 anni, dal 1982 al 2000; e sia per il cast, nel quale compaiono Judi Dench, Ian McKellen, James Corden, Taylor Swift, Idris Elba e Jennifer Hudson. Ma da ieri sui social network si sta parlando moltissimo del film per un altro motivo: i personaggi – tutti gatti, nella storia – sono rappresentati in un modo inaspettato, che in tantissimi hanno trovato inquietante e addirittura ridicolo.

Cats è un musical che parla di una comunità di gatti di strada. È ispirato alle stravaganti poesie sui gatti di T.S. Eliot, importante poeta novecentesco premio Nobel per la letteratura nel 1948, raccolte in Il libro dei gatti tuttofare, e non ha una vera e propria trama, o meglio, ha una trama molto scarna. A Broadway, gli attori indossano dei costumi e sono truccati con baffi e orecchie finte, in modo da ricordare dei gatti: una scelta stilistica in linea con i canoni del musical e del teatro, e che non ha mai disturbato nessuno in tutti questi anni. Ma da ieri si è scoperto che la stessa soluzione applicata al cinema ha effetti piuttosto disturbanti sul pubblico, almeno su quello dei social network.

Gli attori del film sono stati “gattificati” senza che le loro fattezze venissero modificate – cioè ogni attore ha conservato la propria faccia, fatta eccezione per le orecchie – ma venendo ricoperti di pelliccia e dotati di coda e orecchie a punta con la computer generated imagery (CGI). Da un lato i “gatti” hanno le dimensioni di veri gatti, dato che si muovono in una scenografia di bidoni della spazzatura e sedie enormi, ma sono dotati di mani e, nel caso delle gatte, hanno il seno. Tutto questo ha generato un certo sconcerto.

Qualcuno ad esempio ha di fatto suggerito che i gatti dovessero avere musi da gatti e non facce umane.

Il critico cinematografico del Los Angeles Times Justin Chang ha trovato un’analogia tra Cats e il nuovo Re Leone.

Sempre nello stesso campionato, citando un famoso meme.

Un altro aspetto con cui qualcuno se l’è presa è il fatto che gran parte dei personaggi femminili – quelli interpretati da Taylor Swift, Rebel Wilson e dalla ballerina Francesca Hayward – non indossano vestiti, sono cioè nudi come veri e propri gatti, scarpe col tacco a parte, mentre molti gatti maschi hanno giacche, cappelli e altri capi di vestiario.

Qualcun altro si è chiesto se la pelliccia indossata dal personaggio di Judi Dench, Old Deuteronomy, sia una pelliccia di gatto che il gatto indossa, oppure se faccia parte del suo corpo.

Tra chi ha trovato inquietanti i gatti e il trailer nel suo complesso c’è il comico Ian Abramson che ha fatto una parodia del trailer sovrapponendogli la principale canzone della colonna sonora del film horror Noi.

Non è comunque detto che le reazioni divertite o addirittura indignate corrisponderanno a un flop di incassi. Come hanno fatto notare un articolo di Vanity Fair e un dettagliato articolo di Vox, non è la prima volta che le prime immagini di un film girato con l’uso di CGI vengono criticate perché sembrano “strane” (è successo di recente con il film tratto dal videogioco Sonic, e per il remake di Aladdin). Ma soprattutto, le caratteristiche del trailer di Cats che sono state prese in giro erano presenti anche nel musical teatrale, tolta la parte della tecnologia: i gatti di Cats hanno sempre avuto corpi flessuosi con code posticce e ciuffi di pelo applicati ad attillati costumi da ballerini. Visto lo storico successo del musical e i buoni risultati al botteghino di film anche non eccezionali ma molto vivaci e colorati usciti nel periodo di Natale, è probabile che Cats andrà bene.

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