(AP Photo/Jean-Francois Badias)

Ursula von der Leyen è stata confermata presidente della Commissione europea

Grazie ai voti dei popolari, dei liberali, di parte dei socialdemocratici e anche di qualche euroscettico: la politica tedesca succederà a Jean-Claude Juncker

(AP Photo/Jean-Francois Badias)

Ursula von der Leyen, ex ministra della Difesa tedesca del partito di centrodestra della CDU, è stata confermata presidente della Commissione europea dal Parlamento Europeo. Nel voto di martedì sera, arrivato dopo settimane di trattative e incontri con i vari gruppi e partiti, e dopo un apprezzato discorso tenuto in aula da von der Leyen questa mattina, si sono espressi a favore della sua nomina 383 europarlamentari: è la prima presidente donna della Commissione Europea.

La conferma è arrivata con una maggioranza molto risicata, e dopo settimane di trattative: i voti ricevuti da von der Leyen sono stati soltanto nove in più dei 374 che le servivano per ottenere la maggioranza assoluta, e parecchi in meno dei 422 che ottenne il suo predecessore Jean-Claude Juncker nel 2014. 327 europarlamentari hanno votato contro, 22 si sono astenuti: lo scrutinio è stato segreto, quindi non è certo chi abbia votato a favore o contro, ma sulla base delle dichiarazioni precedenti al voto sembra che per la conferma di von der Leyen siano stati determinanti i voti di alcuni partiti euroscettici, tra cui il Movimento 5 Stelle e il polacco Diritto e Giustizia.

I voti con cui è stata confermata von der Leyen non corrispondono a quelli che con ogni probabilità andranno a costituire la nuova maggioranza all’Europarlamento: l’ha sostenuta naturalmente il Partito Popolare Europeo, al quale appartiene. Ha però fatto lo stesso soltanto una parte dei socialdemocratici (S&D): ufficialmente, il gruppo ha espresso il sostegno per von der Leyen, ma in realtà i suoi membri hanno spiegato che nella riunione del pomeriggio non c’è stato un vero voto. Circa due terzi delle delegazioni nazionali dei socialdemocratici (che in tutto rappresentano 153 voti) hanno votato a favore, mentre sembra si siano espressi contro i tedeschi, i francesi, gli austriaci, i greci, gli olandesi, i belgi, gli sloveni e i bulgari. Il Partito Democratico ha votato a favore.

Tra i gruppi che dovrebbero formare la prossima maggioranza all’europarlamento, i Verdi non l’hanno sostenuta, mentre lo hanno fatto i liberali di Renew Europe. Tra i partiti che hanno votato per la conferma di von der Leyen pur essendo fuori dalla coalizione che formerà probabilmente la maggioranza dovrebbero esserci stati il M5S e Diritto e Giustizia, il partito di estrema destra polacco parte dei Conservatori e Riformisti (ECR). La Lega, che fa parte del gruppo Identità e Democrazia, ha votato contro, nonostante soltanto lunedì fosse arrivata un’esplicita apertura. Ha votato contro anche Fratelli d’Italia (che è nell’ECR).

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.