La Francia tasserà del 3 per cento i ricavi delle multinazionali che offrono servizi digitali

La tassa colpirà soprattutto le grandi società statunitensi, e l'amministrazione Trump sostiene sia discriminatoria

La Francia ha approvato una tassa del 3 per cento sui ricavi delle grandi aziende tecnologiche: ha ottenuto il voto favorevole del Senato oggi, dopo l’approvazione alla Camera di una settimana fa. La tassa interesserà le aziende digitali con un fatturato di oltre 750 milioni di euro di cui almeno 25 milioni generati in Francia, e sarà applicata retroattivamente dall’inizio del 2019. Il governo stima che quest’anno raccoglierà così 400 milioni di euro.

La decisione è una risposta a quelli che il governo francese, ma non solo, considera dei metodi per aggirare il fisco da parte delle grandi aziende digitali: queste aziende spesso pagano la gran parte delle tasse nei luoghi in cui non hanno una forte presenza stabile ma solo in quelli in cui risiedono legalmente, scelti perché fiscalmente più convenienti, mentre offrono i loro servizi dappertutto. Il risultato, secondo la Commissione europea, è che un’azienda tradizionale media paga il 23 per cento di tasse, mentre una grande società digitale ne paga tra l’8 e il 9 per cento.

La Francia sostiene da tempo la necessità di applicare le tasse non solo in base alla presenza fisica di un’azienda di servizi digitali ma anche di quella online. La norma riguarderà soprattutto aziende statunitensi – come Facebook, Amazon, Microsoft e Alphabet, che controlla Google – ma anche cinesi, tedesche e spagnole. L’amministrazione statunitense di Donald Trump sostiene che queste misure siano discriminatorie e ha aperto un’indagine interna per accertarsene; il risultato potrebbe portare all’approvazione di dazi e tariffe.

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