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  • giovedì 11 Luglio 2019

Carola Rackete querelerà Matteo Salvini per diffamazione aggravata e istigazione a delinquere, scrive Repubblica

La comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete querelerà il ministro dell’Interno Matteo Salvini per diffamazione aggravata e istigazione a delinquere. Repubblica, che ha pubblicato alcuni stralci della querela, scrive che Rackete la presenterà alla Procura di Roma oggi pomeriggio o domani mattina. Nella querela Rackete fa riferimento alle affermazioni fatte nelle ultime settimane dal ministro, giudicate da lei offensive, oltre ai post pubblicati sui social network, e ai commenti degli utenti a questi ultimi. Per questo motivo Rackete nella querela ha anche chiesto ai magistrati di sequestrare per indagarli gli account Facebook e Twitter del ministro.

«Matteo Salvini – si legge nel documento riportato da Repubblica – mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente».

Rackete era stata arrestata dopo aver violato gli ordini delle autorità italiane e aver portato la Sea Watch 3 nel porto di Lampedusa, la sera del 29 giugno, per fare sbarcare i 40 migranti che erano a bordo della nave da più di due settimane. Il suo arresto non era però stato convalidato dalla GIP di Agrigento. Nel documento riportato da Repubblica si accusa anche Salvini di aver condotto una “campagna diffamatoria” nei confronti della ong Sea Watch: «Dice che si tratta di un’organizzazione illegale e fuorilegge, sostenendo che i suoi rappresentanti sarebbero complici di scafisti e trafficanti. Tali affermazioni sono lesive della mia reputazione e mettono a rischio la mia persona e la mia incolumità, in quanto dipendente e rappresentante della Sea Watch».

da Repubblica