Beppe Sala è stato condannato per falso nel processo sulla “Piastra Expo”

Per la retrodatazione di due verbali avvenuta sette anni fa quando era manager di Expo

Il sindaco di Milano Beppe Sala è stato condannato a sei mesi di reclusione, poi convertiti in una pena pecuniaria di 45mila euro, nel processo sulla “Piastra Expo“. La sentenza è stata emessa dai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano. Sala, che è stato commissario unico e amministratore delegato di Expo 2015, era accusato di falso materiale e ideologico per la retrodatazione dell’atto di nomina di una commissione di gara di un appalto per la cosiddetta “Piastra dei servizi”, un pacchetto di lavori preparatori per l’Esposizione universale. I legali di Sala, che si considera innocente, hanno annunciato che faranno ricorso in appello contro la condanna per falso, anche se l’accusa andrà comunque in prescrizione fra quattro mesi.

Secondo l’accusa, Sala avrebbe retrodatato due verbali relativi alla nomina di due componenti della commissione di gara per l’assegnazione di un appalto, che fu poi vinto dall’azienda Mantovani, per non dover rifare la gara e ritardare quindi la conclusione dei lavori. A Sala, scrive il Corriere, «il Tribunale ha tuttavia riconosciuto, oltre che le attenuanti generiche, anche la speciale attenuante dell’aver agito, nel commettere il reato, “per motivi di particolare valore sociale”». La procura aveva chiesto una condanna a tredici mesi.

Sono stati assolti gli altri tre imputati: l’ex manager di Expo Angelo Paris, che era imputato per falso in concorso con Sala e di tentato abuso d’ufficio, l’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, accusato di turbativa d’asta sulla gara d’appalto, e Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani spa che vinse la gara, accusato di tentato abuso d’ufficio.

«Una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall’occuparsi dalla cosa pubblica», ha detto Sala commentando la condanna, aggiungendo che non si dimetterà da sindaco di Milano. «Questa sentenza non produrrà effetti sulla mia capacità di essere sindaco di Milano», ha detto. «Assicuro i milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento».

(ANSA)