Il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono (AP Photo/Pavel Golovkin)
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  • mercoledì 22 Maggio 2019

Prima il cognome e poi il nome, chiede il Giappone

Il ministro degli Esteri Taro Kono chiederà ai media internazionali di adottare l'ordine giapponese, per i nomi dei giapponesi (e quindi Kono Taro)

Il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono (AP Photo/Pavel Golovkin)

Il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono ha detto di voler chiedere ai media internazionali di iniziare a scrivere i nomi dei giapponesi utilizzando prima il cognome e poi il nome, come è comune in Giappone e come già si usa sulla stampa straniera per altri paesi asiatici. Per capirci, Taro Kono vorrebbe essere chiamato Kono Taro, e vorrebbe che il suo primo ministro fosse chiamato Abe Shinzo. Come del resto succede già sulla stampa internazionale per il presidente cinese Xi Jinping o per quello sudcoreano Moon Jae-in.

Kono ha detto che rivolgerà l’invito anche ai media giapponesi in lingua inglese, spiegando che è il momento giusto: sia perché è cominciata una “nuova era” imperiale, sia perché il mese prossimo ci sarà il G20 a Osaka, e soprattutto perché l’anno prossimo il Giappone ospiterà le Olimpiadi. Secondo il Guardian, è una richiesta legata al tentativo dei conservatori giapponesi – guidati da Abe – di mostrarsi più legati alle tradizioni nazionali. È una decisione in linea con quella adottata quando, dovendo scegliere un nome per la nuova era imperiale, è stato scelto “Reiwa”, cioè “bella armonia”, che si scrive con caratteri provenienti dalla letteratura giapponese: in precedenza arrivavano dalla letteratura cinese.

L’abitudine di usare la formula nome+cognome per scrivere i nomi giapponesi quando si usa una lingua straniera risale all’inizio del Novecento, secondo il Japan Times, ed è dovuta all’influenza della cultura occidentale. Questo genera spesso confusione, perché è comune imbattersi in entrambe le versioni, nome+cognome e cognome+nome, con il risultato che può essere difficile riconoscere qual è uno e qual è l’altro se non si ha confidenza con la lingua. La casa editrice Einaudi, per esempio, utilizza la versione suggerita dal ministro degli Esteri giapponese per indicare sulle sue copertine il nome di Murakami Haruki, che però è spesso chiamato Haruki Murakami. Nelle edizioni tascabili è invece identificato con il solo cognome, Murakami.

I giapponesi usano molto i cognomi e poco i nomi. Tra conoscenti, ma anche tra amici, è normale chiamarsi con il cognome. Il nome viene usato – e nemmeno sempre – soltanto in caso di amici molto stretti, oppure se bisogna rivolgersi a persone straniere che si sono presentate con il nome.

La transizione dall’attuale convenzione alle nuove indicazioni di Kono, comunque, potrebbe essere problematica, ha ammesso Yoshihide Suga, segretario del gabinetto giapponese. Potrebbero esserci problemi in particolare per le società giapponesi con una forte presenza internazionale, e che usano abitualmente l’ordine occidentale per indicare i nomi.