10 cose sull’ultimo episodio di Game of Thrones

Le cose che non avete capito, quelle che non avete notato e quelle che non vi siete ricordati, messe insieme per l'ultima volta

Abbiamo avuto mesi – anni – per prepararci a questo momento, eppure se siete qui è probabile che sentiate un piccolo vuoto, pensando che da qui in avanti non ci saranno più episodi di Game of Thrones. Se invece state pensando che ce n’è ancora uno è perché siete nell’articolo sbagliato: via, prima che vi roviniate tutto con degli spoiler.

L’ultimo episodio, “Il trono di spade”, ha ricevuto soprattutto critiche negative e l’impressione è che non abbia soddisfatto molto i fan. Tirare le fila di una monumentale storia portata avanti per molti anni non è per niente semplice, come non lo è scegliere dieci cose di cui parlare tra le molte contenute nell’ultimo episodio. Lo abbiamo fatto comunque, come per tutte le altre puntate negli ultimi anni, e per un’ultima volta. Valar Morghulis.


Non si è capito bene a cosa servisse, questo cavallo.

Ultimo episodio = ultimo riassuntone

L’episodio comincia in mezzo alle ceneri svolazzanti di Approdo del Re, rasa al suolo da Daenerys a bordo del suo drago durante un raptus genocida che sembra avere sconvolto tutti tranne gli Immacolati. Tyrion si incammina da solo verso la Fortezza Rossa, dove trova i corpi di Cersei e Jaime. All’esterno, intanto, Daenerys si presenta davanti ai suoi soldati vestita come un cattivo di Star Wars, e annuncia nuove guerre finché non saranno liberati “tutti i popoli”, compreso quello di Grande Inverno. Il tutto a pochi passi da Jon Snow, la cui proverbiale espressione basita raggiunge nuovi apici.

Tyrion getta polemicamente la spilla da Mano della Regina e viene arrestato. Jon va a trovarlo, e Tyrion prova a metterlo davanti all’evidenza che Daenerys è diventata una pazza sanguinaria, e che lui sarebbe stato un condottiero e un re migliore. L’asticella, d’altronde, è non bruciare viva l’intera popolazione di una città che si era appena arresa. Jon ciò nonostante non sembra convinto, e se ne va blaterando goffe promesse di fedeltà alla sua regina.

Daenerys è nella stanza del trono, una stanza che ora-non-ha-più-pareti: si avvicina, lo guarda, lo sfiora. Per le precedenti otto stagioni ha fatto ogni cosa per arrivare a quella sedia scomoda, ma esita un po’ troppo e non ci si siede. Un grande errore, perché nel frattempo arriva Jon che prova a metterla davanti al grande elefante nella stanza: migliaia di innocenti arsi vivi. Daenerys sembra quasi offesa dal fatto che qualcuno glielo faccia pesare, e Jon dimostra una pessima abilità retorica riuscendo in qualche modo a passare dalla parte del torto. Quindi giura fedeltà a Daenerys, la bacia, e però la uccide con una pugnalata al petto. Drogon, che era nei paraggi, è furioso e dopo aver guardato molto minaccioso Jon lo risparmia e rivolge la sua ira sul trono, fondendolo.

La scena si sposta rapidamente in avanti di alcune settimane: siamo nella Fossa del Drago, e senza troppe spiegazioni sono riunite più o meno tutte le persone importanti rimaste in vita. O meglio: tutte le persone importanti rimaste in vita che riconosciamo, come Sansa, Arya, Bran, Brienne, Gendry, Sam e Ser Davos, più altre di cui ricordarsi il nome è praticamente impossibile. Verme Grigio appare con Tyrion, ancora imprigionato: la morte di Daenerys è trattata piuttosto marginalmente, e tutti sono più interessati a capire chi regnerà adesso. Dopo che la proposta di Sam di instaurare una democrazia viene accolta da grasse risate, Tyrion propone di nominare Bran, in quanto protagonista di una grande storia e in quanto ricorda tutte le storie di Westeros.

Nessuno sembra molto convinto, ma evidentemente Tyrion gode ancora di grande prestigio e fiducia, perché in poco tempo tutti si dicono d’accordo. Bran, alla domanda se accetterà, risponde con un arrogante: «Per cosa credi sia venuto fin qui?». Sansa è l’unica che non vota sì: dice che il Nord tornerà a essere un regno libero com’era un tempo, e nessuno sembra avere la forza e la voglia di controbattere. Bran lo Spezzato – un nome che sembra uscito da una prima pagina di Libero – è quindi il Lord dei Sei Regni, e nomina subito Tyrion sua Mano.

Non sappiamo niente di quello che è successo a Jon dopo il momento in cui uccide Daenerys, finché lo rivediamo imprigionato: per qualche motivo, Verme Grigio non l’ha ucciso, ma gli Immacolati lo vorrebbero morto. Bran ha deciso di trovare un compromesso che sembra in realtà molto ingeneroso, inviandolo al Castello Nero, dove dovrà rimanere esiliato fino alla fine dei suoi giorni.

Arya decide di andare a esplorare le sconosciute terre a Ovest di Westeros, Sansa torna a Grande Inverno dove è incoronata Regina del Nord, mentre ad Approdo del Re si insedia il nuovo governo, composto da Tyrion, Sam, Brienne, Ser Davos e Bronn, a sorpresa ministro delle Finanze, che mettono in scena un dibattito sui bordelli. Verme Grigio e gli Immacolati salpano verso Naath, l’isola di Missandei.

Jon intanto arriva a Castello Nero e per qualche motivo ci sono solo Bruti. Ritrova Tormund e il suo metalupo Spettro, e tutti insieme attraversano la Barriera per dirigersi a Nord: l’ultima scena di Game of Thrones li mostra addentrarsi nel bosco.


L’unico finale che ci importava davvero.

Cosa diavolo succede a Jon Snow

L’epilogo forse più importante di tutti, quello che riguarda forse il personaggio più importante di tutta la serie, non è chiarito molto bene: fin da subito, appare un po’ sbrigativa la soluzione scelta. Chiunque sano di mente a Westeros sembra concordare sul fatto che Jon abbia fatto la cosa giusta uccidendo Daenerys, senza parlare della popolazione spaventata dal massacro di Approdo del Re: a parte Yara Greyjoy, che per qualche motivo è rimasta molto fedele a una regina che avrà visto sì e no un paio di volte. Alla fine, per l’opposizione di un esercito di soldati stranieri che lascerà il continente nel giro di qualche giorno, il vero grande eroe della storia è mandato a Castello Nero, il posto dei reietti dei Sette Regni. La motivazione ufficiale è che qualsiasi altra soluzione avrebbe scatenato una guerra. Una fine molto diversa da quella di Jaime Lannister, che a suo tempo si era macchiato della stessa colpa.

Il fatto è che quel posto di reietti sembra non esistere nemmeno. Senza Estranei, non servono più i Guardiani della Notte. Jon lo fa notare, ma Tyrion gli dice qualcosa di misterioso sul fatto che serviranno sempre a qualcosa. Quando Jon finalmente ci arriva, alla fine dell’episodio, Castello Nero è pieno di Bruti: dopo aver ritrovato Tormund e Spettro, tutti attraversano la Barriera verso il Nord.

È un finale aperto, che solleva molti dubbi e domande, a partire da cosa farà Jon al di là della Barriera. Un indizio però c’è: nelle ultime sequenze si vede un filo d’erba crescere in mezzo alla neve, segnale che l’inverno se ne sta andando e che le terre del Nord torneranno a essere verdi come lo erano secoli e secoli prima delle vicende della serie.

[Spoilers] The green is starting to come back. from gameofthrones

Chi sono tutte le persone a Fossa del Drago?

Non riconoscerli tutti era normale, perché alcuni non li avevamo mai visti. Ma è probabile che abbiate fatto delle facce smarrite anche davanti a quelli che avreste dovuto sapere. Quindi, da sinistra a destra: Samwell Tarly; un personaggio sconosciuto che potrebbe essere un rappresentante dell’Altopiano visto che i Tyrell si sono estinti; Edmure Tully, zio degli Stark presenti, Lord delle Terre dei Fiumi (quello che ci prova, ad autocandidarsi).

Arya Stark; Bran Stark; Sansa Stark.

Brienne di Tarth; Ser Davos Seaworth; Gendry Baratheon; un personaggio sconosciuto.

Un altro personaggio sconosciuto, che però potrebbe essere a capo di Forte Terrore dopo la sconfitta dei Bolton; Yara Greyjoy; il nuovo principe di Dorne.

Robin Arryn, Lord di Nido dell’Aquila (che avevamo conosciuto molto più giovane); Yohn Royce, consigliere di Robin Arryn;  un ultimo personaggio sconosciuto.

L’hanno fatto un’altra volta

Dopo il bicchiere da caffè, qualcuno si è accorto di un’altra svista sul set: qualcuno ha lasciato una bottiglietta d’acqua ai piedi di Samwell Tarly.

Drogon è il drago più stupido del mondo o il più intelligente?

Se lo è chiesto Nate Scott di Usa Today, scherzando su quella che è in realtà una domanda molto seria: perché Drogon brucia il trono risparmiando Jon?

Potrebbe essere il drago più intelligente del mondo, perché capisce da solo che è stato il potere corruttivo del Trono di Spade a portare alla morte di Daenerys, e non Jon Snow.

Oppure è il drago più stupido del mondo, perché ha visto un pugnale conficcato in Daenerys e ha dedotto che fosse stata la sedia cattiva fatta di coltelli a pugnalarla, e quindi si è vendicato. PRENDI QUESTO, SEDIA DI PUGNALI. MIA REGINA, SIETE STATA VENDICATA.

L’ipotesi più convincente, comunque, è la prima: nelle precedenti stagioni, d’altronde, era già stato menzionato che alcuni esperti consideravano i draghi più intelligenti degli umani. Il fatto che Jon sia un Targaryen potrebbe poi aver influito nel giudizio di Drogon.

La fine di Jon e Daenerys era scritta?

Una delle ultime grosse questioni rimaste aperte prima del finale era l’eventuale avverarsi della profezia sul “Principe che fu Promesso”, quella spesso ripetuta da Lady Melisandre, e quella sul ritorno del leggendario Azor Ahai. Sono due cose collegate, ma spiegate solo in minima parte nella serie, e approfondite soprattutto nei libri. In pratica: secondo Melisandre, il Signore della Luce avrebbe fatto rinascere Azor Ahai per combattere contro le tenebre, imbracciando una spada creata dall’eroe originale sacrificando Nissa Nissa, la donna che amava. Nei libri, il PCFP è protagonista di un’altra profezia, ma secondo molti sono figure praticamente sovrapponibili. Nella serie, in realtà, Melisandre non parla mai di Azor Ahai, ma passa il tempo a cercare di individuare chi sia il PCFP: prima pensa sia Stannis Baratheon, poi si convince sia Jon Snow. Ma un’altra sacerdotessa della Luce aveva previsto sarebbe stato in realtà Daenerys.

A lungo, in molti hanno ipotizzato che il PCFP, che fosse stato alla fine Jon Snow, Daenerys o addirittura Bran Stark, si sarebbe scoperto nella battaglia contro gli Estranei. In realtà, il finale sembra suggerire un’altra lettura: le tenebre erano quelle rappresentate dalla svolta omicida di Daenerys, e sono state fermate da Jon Snow sacrificando – come Azor Ahai – la persona che amava. Gliel’aveva d’altronde predetto a Castello Nero Aemon Targaryen, spiegandogli: «Ti sei mai chiesto perché i Guardiani della Notte non si sposano né hanno figli? Perché così non ameranno, perché l’amore è il tormento dell’onore, la morte del dovere». È una frase che lo stesso Jon ripete a Tyrion nel finale, elaborando il concetto in un modo che lascia intendere che preferisce l’amore a fare quello che è giusto per Westeros: alla fine cambierà poi idea.


Una scena molto bella

È quella che sovrappone Daenerys a Drogon, prima del discorso ai soldati.



Un po’ di cose che si ripetono

Un utente di Reddit ha notato che c’è un parallelismo tra la fine di Game of Thrones e l’inizio: Arya è lo zio Benjen Stark, che viaggia per terre sconosciute; Sansa è Ned Stark, a governare sul Nord; Daenerys è come suo padre, il Re folle; e Jon Snow è come Aemon Targaryen, l’ultimo Targaryen rimasto a Westeros, ritirato in esilio a Castello Nero.

Ma c’è una similitudine ancora più grande: le ultime scene dell’ultimo episodio ricordano molto le prime scene del primo. Entrambe mostrano delle persone attraversare la Barriera per spingersi nei boschi del Nord.

La barzelletta di Tyrion

In una delle ultime scene, quella che mostra i nuovi membri del governo dei Sei Regni discutere di finanze e bordelli, Tyrion comincia a raccontare una barzelletta che avevamo già sentito in altre due occasioni. In entrambi i casi era stato interrotto quasi subito da qualcosa: una volta mentre la stava raccontando a Nido dell’Aquila, un’altra volta a Meereen, mentre provava a far ridere Verme Grigio e Missandei. Comincia con: «Una volta entrai in un bordello con un asino e un alveare».

Non sappiamo come va avanti la barzelletta. L’utente di Reddit Retro21 tempo fa provò a finirla, e la sua versione ebbe molto successo. È praticamente intraducibile, ma se ve la cavate con l’inglese potete leggerla qui.

Chi ha scritto tutto quanto?

Sempre verso la fine scopriamo qual è il personaggio della serie che ha scritto Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco, il racconto di tutte le vicende viste in queste otto stagioni: è l’Arcimaestro Ebrose, cioè quello che fa da mentore a Sam alla Cittadella. In realtà, le vicende raccontate non sono proprio tutte: Tyrion infatti non compare, con suo grande disappunto. «I libri di storia non parleranno di te», gli aveva anticipato poche puntate fa Varys, indovinando anche questa.

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