• Italia
  • mercoledì 15 maggio 2019

Lo spread ha raggiunto i 290 punti: era da dicembre che non era così alto

Lo spread, la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, ha raggiunto oggi pomeriggio i 290 punti, il livello più alto dallo scorso dicembre quando si era abbassato grazie al compromesso tra governo e Commissione Europea sulla legge di bilancio. Già ieri si era arrivati a 281. Significa che sui mercati finanziari internazionali è aumentata la preoccupazione che in futuro il governo italiano non possa o non voglia rimborsare ai creditori il denaro che hanno prestato all’Italia: alcuni degli investitori stranieri che avevano comprato titoli di debito italiano hanno iniziato a venderli.

Secondo due rapporti di Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, è successo per via delle dichiarazioni di ieri del vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo cui con la prossima legge di bilancio si potrebbe sforare il rapporto deficit/PIL del 3 per cento – parametro imposto dai trattati europei – e aumentare il debito pubblico fino al 140 per cento del PIL. «Se qualcuno a Bruxelles si lamenta ce ne faremo una ragione», ha aggiunto nel corso di un comizio.

Se gli investitori perdono fiducia nei titoli di stato italiani, di solito ne perdono anche nel paese in generale e in particolare nel sistema bancario che di quei titoli di stato ha i depositi pieni. Così, quando aumenta lo spread, di solito aumenta automaticamente anche il costo che le banche devono affrontare per finanziarsi, in genere emettendo obbligazioni o prendendo a prestito a breve termine sul mercato interbancario. È qui che si innesca il meccanismo che trasferisce lo spread sui mutui delle persone: visto che il denaro raccolto dalle banche viene usato da quelle stesse banche per finanziare i prestiti a cittadini e imprese, se il costo di questa raccolta aumenta, aumenteranno anche i tassi di interesse sui mutui (anche se non a brevissimo termine).

L'andamento dello spread oggi, mercoledì 15 maggio 2019 (Sole 24 Ore)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.