È morto Gianni De Michelis

Aveva 78 anni, era stato vicesegretario del Partito Socialista Italiano e più volte ministro tra gli anni Ottanta e Novanta

Gianni De Michelis in una foto scattata nel 2007 (ANSA/MAURO DONATO/DC)

Gianni De Michelis, importante esponente del Partito Socialista Italiano e più volte ministro nel corso degli anni Ottanta, è morto nella notte tra venerdì e sabato. Lo scrivono i giornali italiani citando fonti vicine alla sua famiglia. Aveva 78 anni.

De Michelis, nato a Venezia nel 1940, era stato iscritto al Partito Socialista Italiano dal 1960 fino alla sua dissoluzione, nel 1994, e ne era stato anche vicesegretario tra il 1993 e il 1994. Il momento più importante della sua lunga carriera politica era stato tra gli anni Ottanta e Novanta, quando aveva fatto più volte parte del governo. Era stato ministro delle Partecipazioni statali tra il 1980 e il 1983 – nei governi Cossiga, Forlani, Spadolini e Fanfani – poi ministro del Lavoro e della Previdenza sociale tra il 1983 e il 1987 nel governo Craxi, vicepresidente del Consiglio tra il 1988  e il 1989 e infine ministro degli Esteri del governo Andreotti tra il 1989 e il 1992.

Dopo la fine del Partito Socialista Italiano (PSI) – e dopo Tangentopoli, durante cui era stato condannato a 2 anni complessivi in due diversi processi – De Michelis partecipò nel 2001 alla fondazione del Nuovo PSI, di cui fu segretario per 6 anni. Tra il 2004 e il 2009, De Michelis fu eletto al Parlamento Europeo, mentre fece parte di quello italiano tra il 1976 e il 1994 e, brevemente, nel 2006. Tra le altre cose, fu piuttosto nota la passione di De Michelis per il ballo: nel 1988 curò anche “Dove andiamo a ballare questa sera?”, una guida alle più importanti discoteche italiane.

De Michelis è morto nella notte, all’ospedale san Giovanni e Paolo a Venezia dove era ricoverato da qualche giorno, secondo quanto scrive il Corriere del Veneto. Come raccontano diversi giornali, era malato da tempo.

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