A chi ci ispiriamo per la flat tax?

A "Di Martedì" la leghista Francesca Donato ha detto che c'è e funziona per esempio in Albania: Carlo Calenda l'ha presa in giro

Ieri durante la puntata del programma Di Martedì, tra gli ospiti c’era Francesca Donato, presidente dell’associazione “€urexit” e candidata con la Lega alle elezioni europee di maggio. Tra le altre cose, Donato ha parlato di flat tax: un’imposta con aliquota unica, in cui la percentuale che viene pagata in tasse è fissa e non cresce con l’aumentare dell’imponibile. È una proposta che la Lega aveva fatto prima delle elezioni politiche del 2018 e su cui Matteo Salvini aveva molto insistito in campagna elettorale, ma che ora è più che altro una promessa vaga. Donato ha detto che la flat tax esiste anche in altri paesi e funziona e che non ci sono ragioni per cui non la si possa fare in Italia. A quel punto un altro ospite – Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico candidato alle europee nelle liste del PD – le ha chiesto di dirgli in quali altri paesi ci fosse la flat tax. Donato ha risposto:

«L’Albania»

Calenda allora ha fatto notare come sia strano che un paese con una delle economie più sviluppate del mondo prenda come riferimento l’Albania, invece che uno degli altri grandi paesi europei come la Francia o la Germania.

La flat tax è una proposta inserita nel famoso contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega: si tratta di una revisione delle aliquote IRPEF, la principale imposta sul reddito, e prevede l’introduzione di un’unica aliquota al 15 per cento per tutti coloro che guadagnano fino a 50 mila euro.

I paesi che adottano una forma di fiscalità in qualche modo paragonabile alla versione di “flat tax” proposta dalla Lega sono l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Bielorussia, l’Ungheria, la Serbia, la Bosnia Erzegovina, il Montenegro, la Russia, il Kazakistan e, sì, l’Albania, dove esiste una “flat tax” per le imprese (per gli altri contribuenti, invece, dal 2014 è stato introdotto un sistema progressivo).

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