(AP Photo/The Christian Science Monitor, Ann Hermes)
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  • lunedì 29 Aprile 2019

L’Indonesia vuole spostare la capitale fuori dall’isola di Giava

Non si sa ancora dove, ma Giacarta è troppo trafficata e sta pure sprofondando

(AP Photo/The Christian Science Monitor, Ann Hermes)

Il ministro della Pianificazione dello Sviluppo Nazionale dell’Indonesia, Bambang Brodjonegoro, ha detto che il presidente Joko Widodo ha deciso di spostare la capitale del paese fuori dall’isola di Giava, in una città ancora da stabilirsi. La ragione principale è che Giacarta, l’attuale capitale, sta sprofondando ormai da anni ed è anche una delle città più trafficate al mondo, cosa che rende l’esercizio del potere poco efficiente. Ma quella di spostare la capitale è un’ipotesi che si fa da molto tempo in Indonesia, e non è detto che questa sia la volta buona.

Giacarta è una megalopoli di oltre dieci milioni di abitanti, e secondo alcune classifiche è al primo posto tra le più trafficate al mondo. I funzionari statali e i politici devono normalmente farsi scortare dalla polizia per non arrivare in ritardo agli appuntamenti, e questo secondo Brodjonegoro costa all’economia nazionale quasi 7 miliardi di dollari all’anno.

Ma Giacarta ha anche un altro problema: sta sprofondando. Il fenomeno dipende in parte dal fatto che l’acqua in superficie non riesce a filtrare nel suolo per l’abbondante presenza di asfalto e cemento: allo stesso tempo, a Giacarta c’è un eccessivo, prelievo abusivo e non, di acqua dalle falde acquifere sotterranee.

Questi due fenomeni, uniti ad altri come la deforestazione e la scarsa manutenzione dei fiumi, provocano una specie di “svuotamento” della base su cui appoggia Giacarta, che per questo è sprofondata di circa 2,5 metri negli ultimi dieci anni. Secondo i ricercatori, buona parte della città potrebbe essere sommersa entro il 2050. Metà del centro urbano si trova attualmente sotto il livello del mare.

Un imbottigliamento a Giacarta. (Ed Wray/Getty Images)

In campagna elettorale Widodo aveva proposto di nuovo di avviare iniziative che promuovessero lo sviluppo fuori da Giava, la Grande isola della Sonda che è il centro politico dell’Indonesia da quando il paese raggiunse l’indipendenza, nel 1945. Secondo BBC News, a Widodo sono state proposte tre soluzioni per risolvere il problema della capitale: creare una zona governativa speciale all’interno di Giacarta, isolandola così dal traffico; spostare tutti gli edifici istituzionali e governativi in una zona periferica della città; spostare direttamente la capitale in un’altra località.

Sappiamo che Widodo ha scelto quest’ultima opzione, anche se non sappiamo quale sia la località scelta: sembra che la favorita sia Palangkaraya, una città di circa 200mila abitanti nel sud del Kalimantan, la parte indonesiana del Borneo. Tra i motivi c’è che è comunque vicina a Giava, ed era stata la capitale proposta da Sukarno, padre fondatore e primo presidente dell’Indonesia.

Brodjonegoro ha detto che ci vorranno una decina d’anni per farcela. Ha spiegato che saranno coinvolti investitori privati e ha citato vari esempi di nazioni che in passato avevano completato operazioni simili, come il Brasile o il Myanmar. Dei problemi di Giacarta, e della possibilità di spostare la capitale, si parla in realtà in Indonesia da molto tempo: c’è però chi crede che Widodo, che nel suo primo mandato ha portato a termine diversi ambiziosi piani infrastrutturali, possa effettivamente farcela.

Sarà comunque molto complicato, anche perché Giava ha storicamente prevalso dal punto di vista politico, economico e culturale sul resto dell’Indonesia, uno stato estremamente vario, pieno di culture ed etnie diverse sparse su un territorio vastissimo. Non c’è mai stato un presidente indonesiano che non fosse giavese, e sull’isola si concentra la maggior parte della ricchezza del paese, situazione che nel corso del tempo ha portato critiche e proteste da parte delle popolazioni indonesiane delle altre isole, specialmente in quelle dell’est.