Questo è il primo terremoto marziano mai sentito (forse)

Lo ha rilevato il robot InSight sul suolo del pianeta, ora i ricercatori della NASA stanno cercando conferme per escludere altre cause

InSight, il lander della NASA che dallo scorso novembre si trova su Marte, ha rilevato il primo probabile terremoto marziano mai registrato nella storia dell’esplorazione del pianeta. La scossa, rilevata da uno dei suoi strumenti principali, è stata troppo debole per fornire informazioni utili sulla composizione rocciosa di Marte, ma ha permesso ai ricercatori di verificare il funzionamento della sonda e dà speranze sulla possibilità di rilevare nuovi terremoti nei prossimi mesi.

La NASA è al lavoro per confermare i dati ed escludere che si sia trattato di una falsa rilevazione causata dal vento marziano o da qualche movimento inatteso del lander. (Un lander è un robot che atterra e resta fisso in un punto di un pianeta, al contrario di un rover che è invece libero di muoversi sulla sua superficie.)

InSight ha raggiunto Marte alla fine dello scorso novembre, dopo un viaggio interplanetario di mezzo miliardo di chilometri. Come per gli altri robot inviati sul pianeta, la parte più complessa della missione era farlo arrivare intero al suolo evitando il peggio. Ora che si trova sulla superficie marziana, il lander ha un compito relativamente semplice: restarsene immobile e rimanere in ascolto per rilevare possibili terremoti marziani.

Per farlo, InSight è dotato di un sismometro estremamente sensibile (SEIS), racchiuso all’interno di un contenitore sottovuoto realizzato per conto della NASA dalla CNES, l’agenzia spaziale francese. Utilizzando un piccolo braccio robotico e una carrucola, InSight ha delicatamente depositato il sismometro al suolo il 19 dicembre scorso, avviando poi le rilevazioni per identificare le prime scosse.

Dopo mesi trascorsi a tarare e valutare l’andamento di SEIS, il 6 aprile scorso i ricercatori della NASA hanno ricevuto i primi dati compatibili con la rilevazione di una lieve scossa sismica su Marte. Nei giorni seguenti, InSight ne ha rilevate altre tre, tutte più deboli della già lieve scossa di inizio aprile e quindi poco utili per studiare le caratteristiche sismiche di Marte. Anche se mantengono qualche cautela e riserva, i ricercatori dicono di essere quasi certi che si sia trattato di terremoti marziani e non di una rilevazione errata da parte di SEIS, dovuta per esempio a interferenze causate dal vento marziano o dai movimenti del braccio robotico di InSight.

Il sismografo nel suo involucro protettivo sul suolo di Marte, in alto è visibile parte del braccio robotico che lo ha depositato sulla superficie (NASA)

Il video qui sotto dà un’idea sulla difficoltà di distinguere un eventuale terremoto marziano dal resto, sulla base delle rilevazioni effettuate da InSight. I rumori messi a confronto nella sequenza sono quelli del vento marziano, di una probabile scossa sismica e del braccio robotico.

Le cause della scossa del 6 aprile scorso non sono ancora note e ne serviranno di più consistenti per capire qualcosa, hanno spiegato i ricercatori. La teoria più diffusa è che i terremoti marziani abbiano origini diverse rispetto a quelli terrestri.

Qui sulla Terra la maggior parte degli eventi sismici è causata dai movimenti delle “placche”, le grandi porzioni di crosta terrestre che si muovono di continuo, allontanandosi e scontrandosi tra loro, con movimenti che sono causati in parte dall’alta temperatura interna del nostro pianeta. Marte è più freddo e meno turbolento: secondo i ricercatori, le scosse sismiche marziane sono dovute ai grandi sbalzi termici sulla superficie del pianeta, che portano le rocce a dilatarsi e contrarsi; qualcosa di analogo era stato già rilevato in passato sulla Luna.

Le onde sismiche hanno la capacità di viaggiare per migliaia di chilometri, modificandosi man mano che attraversano strati di rocce con densità diverse. Il loro studio dovrebbe quindi consentire ai ricercatori di capire qualcosa di più sulle caratteristiche di Marte e sulla sua struttura interna.

InSight ha con sé un altro strumento, una “talpa” per perforare il suolo marziano fino a una profondità di 5 metri. La sonda era stata progettata per misurare la temperatura interna del pianeta, la prima a farlo nella storia dell’esplorazione di Marte, ma per ora le cose non sono andate come previsto. La talpa si è fermata a fine febbraio, restando intrappolata in uno strato di roccia più duro del previsto. I ricercatori stanno ora studiando una soluzione per liberarla e riprendere la perforazione, ma non c’è ancora un piano sicuro e definitivo per farlo.

Nel frattempo, il sismometro di InSight continuerà a restare in ascolto per rilevare nuove scosse sismiche e nuovi dati, che saranno poi inviati sulla Terra per essere analizzati e capire qualcosa di più del pianeta più simile al nostro nel sistema solare.

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