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  • giovedì 18 aprile 2019

Il procuratore generale degli Stati Uniti ha parlato con i giornalisti del rapporto Mueller, che sarà diffuso alle 17 ora italiana

Il procuratore generale statunitense William Barr ha parlato del “rapporto Mueller” – il documento conclusivo delle indagini sulle interferenze russe nella politica americana, le presunte complicità del comitato Trump e i presunti tentativi del presidente Trump di ostacolare la giustizia – durante una conferenza stampa, poche ore prima della sua pubblicazione. La conferenza stampa è stata descritta da molti critici dell’amministrazione Trump come il tentativo di orientare la copertura da parte dei media: di fare cioè una sintesi del rapporto favorevole a Trump, prima ancora che il Congresso e il pubblico possano leggerlo.

Come previsto e come già anticipato in una sintesi pubblicata a fine marzo dalla Casa Bianca, Barr ha detto che il rapporto accerta le interferenze russe nella campagna elettorale statunitense e che la Casa Bianca ha «collaborato pienamente» con l’indagine di Mueller. Barr ha aggiunto che il rapporto «non conclude che persone che si sono occupate della campagna elettorale di Trump abbiano collaborato o si siano coordinate con il governo russo». Ripetendo le parole spesso usate da Trump negli ultimi mesi, Barr ha detto «no collusion», nel ripetere che, a suo modo di vedere, non c’è stata “nessuna collusione” tra Trump e la Russia.

Barr ha anche accennato, senza dare particolari dettagli, al fatto che il rapporto parla di dieci casi in cui Trump potrebbe aver agito in modo da indirizzare o ostacolare le indagini. Il rapporto non arriva a una conclusione giudiziaria, ma secondo Barr questi atti non si possono considerare reati perché il presidente Trump era frustrato e arrabbiato per via dell’indagine. Per avere un’idea più chiara serve aspettare che il rapporto sia pubblicato e analizzato più nel dettaglio.

Il “rapporto Mueller” – il documento conclusivo dell’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul cosiddetto caso Russia – sarà reso pubblico nelle prossime ore, dopo che le oltre 400 pagine che lo compongono saranno arrivate al Congresso degli Stati Uniti.

Win McNamee/Getty Images