(Stephen Brashear/Getty Images)

Le nuove denunce di discriminazioni e sessismo dentro Microsoft

Una serie di mail interne ha raccolto molte segnalazioni che non vennero prese sul serio, e ora le risorse umane stanno indagando

(Stephen Brashear/Getty Images)

Il sito americano Quartz ha pubblicato parte delle testimonianze di alcune dipendenti di Microsoft che hanno segnalato vari episodi di discriminazioni e sessismo sul posto di lavoro, in una catena di email interne circolata molto alla fine di marzo. Le mail sono state confermate da alcune persone interne all’azienda, dove giovedì si è tenuta una riunione sul tema.

La catena di mail è cominciata il 20 marzo, quando una dipendente di Microsoft aveva chiesto consiglio ad altre colleghe su come fare carriera nella società, visto che dopo sei anni i suoi sforzi non sembravano premiati. La mail ricevette moltissime risposte, che in diversi casi contenevano vari racconti frustrati e arrabbiati: una donna per esempio raccontava che un collega maschio le chiese di sedersi sulle sue gambe per due volte durante una riunione in presenza di un responsabile per le risorse umane. La donna era una Microsoft Partner, un ruolo avanzato nelle gerarchie dell’azienda, e ha raccontato di aver protestato ma di non essere stata ascoltata.

Un’altra donna, che lavora nella parte di Microsoft che si occupa della console per videogiochi Xbox, ha detto che lei e le altre donne che parteciparono a una riunione furono chiamate almeno una volta “bitch”: una parola che significa “puttana” ma che ormai viene più spesso usata per dire “stronza”, anche in tono scherzoso, ma che sul posto di lavoro – a meno di grandi confidenze – mantiene tuttavia una netta connotazione sessista e offensiva. Un’altra dipendente ancora ha raccontato che un dipendente di una società esterna che collabora con Microsoft le disse che l’avrebbe uccisa se non avesse fatto sesso con lui. Il suo capo le disse che probabilmente «stava flirtando», mentre le risorse umane le dissero che non c’erano prove e che comunque essendo un esterno non potevano farci niente.

Kathleen Hogan, responsabile delle risorse umane a Microsoft, ha risposto una decina di giorni dopo alle email, spiegando di aver sollevato la questione alla dirigenza e di essere disposta a indagare ogni singola segnalazione. Non è la prima volta che ci sono accuse di discriminazioni di genere a Microsoft: nel marzo del 2018 ci fu una causa legale che denunciava 238 casi di discriminazioni o molestie che non vennero presi sufficientemente sul serio tra il 2010 e il 2016.