Un uomo con un cartello in mano che dice: «Voglio vivere con dignità; sono ferito e ho bisogno di cure mediche e di uno stipendio», durante una protesta nella Striscia di Gaza il 15 marzo 2019 (Osama al-Kahlout via AP)
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  • giovedì 21 Marzo 2019

A Gaza si protesta contro Hamas

Le manifestazioni vanno avanti da giorni, come non succedeva da più di dieci anni, e sono state represse con la forza

Un uomo con un cartello in mano che dice: «Voglio vivere con dignità; sono ferito e ho bisogno di cure mediche e di uno stipendio», durante una protesta nella Striscia di Gaza il 15 marzo 2019 (Osama al-Kahlout via AP)

Negli ultimi giorni a Gaza ci sono state proteste contro le gravi condizioni di vita a cui è costretta da tempo la popolazione locale, e contro Hamas, gruppo islamista radicale palestinese che controlla la Striscia di Gaza. Proteste così partecipate non si vedevano dal 2007, anno in cui Hamas estromise con la forza dalla Striscia l’altra fazione palestinese, la più moderata Fatah, che controlla la Cisgiordania. Le forze di sicurezza di Hamas hanno risposto alle proteste degli ultimi giorni usando la violenza: picchiando i manifestanti e arrestando giornalisti e attivisti.

Le condizioni di vita degli abitanti della Striscia di Gaza sono preoccupanti da tempo: la Banca Mondiale ha detto di recente che l’economia della Striscia di Gaza è «in caduta libera», con una disoccupazione giovanile di circa il 70 per cento. Il problema principale rimane l’embargo imposto da Israele ed Egitto che impedisce il passaggio di persone e beni attraverso i confini, e che è finalizzato a colpire Hamas, considerato un gruppo terroristico da Unione Europea, Stati Uniti e Israele.

Negli ultimi due anni la situazione è peggiorata ulteriormente, sia a causa del taglio netto degli aiuti umanitari stanziati dagli Stati Uniti, sia per una profonda crisi tra Hamas e Fatah. Per cercare di riprendere il controllo della Striscia, l’Autorità palestinese (controllata da Fatah) aveva smesso di pagare lo stipendio alle migliaia di funzionari pubblici assunti nella Striscia da Hamas, che a sua volta, a corto di soldi, ha deciso di aumentare le tasse. I prezzi di alcuni beni di prima necessità sono poi triplicati, provocando le proteste degli ultimi giorni.

Hamas ha dato la colpa delle manifestazioni all’Autorità palestinese, che è stata accusata di voler «generare caos e creare instabilità nella Striscia». Hamas, ha scritto Yolande Knell, corrispondente di BBC a Gerusalemme, ha anche cercato di distogliere l’attenzione dei manifestanti organizzando un evento per celebrare l’attacco compiuto domenica da un palestinese nell’insediamento israeliano di Ariel, in Cisgiordania, nel quale sono stati uccisi due israeliani. Né una cosa né l’altra hanno però funzionato, almeno finora, e le proteste sono proseguite.

La giornalista israeliana Amira Hass ha scritto su Haaretz che la risposta violenta di Hamas avrà conseguenze serie sulla reputazione e sull’immagine del gruppo, anche per quelle persone che finora erano state dalla parte di Hamas nella sua battaglia contro l’Autorità Palestinese per il controllo della Striscia di Gaza.