Leonardo era ingegnere, oltre che artista

Fino alla fine di giugno alle Scuderie del Quirinale si può imparare perché, in una grande mostra per i 500 anni dalla sua morte

L'aliante progettato da Leonardo Da Vinci e realizzato nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi per il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci/L. Romano)

Leonardo Da Vinci è uno di quei personaggi storici talmente raccontati e presi come esempio di genialità, artistica e non solo, che si può avere l’impressione di sapere tutto di lui. Proprio per la sua proverbiale capacità di padroneggiare discipline diverse però c’è davvero tanto da imparare sulle tante cose che fece nella sua vita. Quest’anno ricorre il 500esimo anniversario della sua morte e c’è una buona occasione per approfondire bene chi fu Leonardo: ad esempio alle Scuderie del Quirinale, a Roma, dove da oggi si può visitare Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza, una mostra dedicata ai contributi di Leonardo alla storia dell’ingegneria e alla cultura scientifico-tecnologica.

Dieci disegni originali di Leonardo sono il punto di partenza per scoprire come l’artista e inventore studiò le conoscenze ingegneristiche accumulate nei secoli dai costruttori toscani e gli studi della prospettiva dei suoi contemporanei per arrivare a progettare lui stesso città ideali, opere di ingegneria idraulica, macchine sceniche per spettacoli teatrali, macchine militari e le celebri macchine per volare. La mostra, che durerà fino al 30 giugno, è stata realizzata con la collaborazione di due istituzioni culturali di Milano, città dove Leonardo visse per circa vent’anni: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, il cui curatore Claudio Giorgione è anche curatore della mostra, e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, che ha prestato alle Scuderie i dieci disegni di Leonardo, che fanno parte della più ampia raccolta di suoi disegni e scritti, il Codice Atlantico.

Come è fatta la mostra
Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza raccoglie più di 200 opere tra modelli, manoscritti, disegni, volumi, stampe e dipinti prestati alle Scuderie da numerose istituzioni italiane ed europee. È divisa in dieci sale, ognuna costruita attorno a uno dei disegni originali prestati dalla Biblioteca Ambrosiana.

La prima sala è dedicata alla formazione ingegneristica di Leonardo in Toscana e in particolare alle gru progettate da Filippo Brunelleschi per realizzare la cupola del Duomo di Firenze. Come allievo della bottega di Verrocchio, tra il 1469 e il 1471, Leonardo lavorò nel cantiere e imparò le tecniche messe insieme dagli ingegneri-artisti rinascimentali partendo dalle tradizioni medievali: negli anni si specializzò nel disegnare in modo nuovo e dettagliato proprio queste tecniche. All’altra importante fonte della formazione di Leonardo – l’architettura classica – è invece dedicata la seconda sala della mostra, in cui tra le altre cose è esposto l’unico libro proveniente dalla biblioteca di Leonardo che ci sia rimasto. È una copia del Trattato di architettura civile e militare di Francesco di Giorgio Martini e contiene note manoscritte di Leonardo: è uno dei testi che studiò per realizzare il famoso Uomo Vitruviano, il disegno che rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano.

Francesco di Giorgio Martini, dal “Trattato di architettura civile e militare” : schizzi di colonne, capitelli e proporzioni della testa umana, con note autografe di Leonardo, 1480-1482 circa (©Biblioteca Medicea Laurenziana; su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Biblioteca Nazionale Marciana)

La mostra prosegue con una sala sullo studio della prospettiva, al centro di un importante dibattito del Rinascimento, seguita poi da altre sale più propriamente dedicate ai lavori ingegneristici di Leonardo. Una è dedicata agli studi sulla città ideale eseguiti tra il 1487 e il 1490, che univano le idee rinascimentali sulla bellezza al pragmatismo tecnico di Leonardo; un’altra agli studi sulle macchine da lavoro contenuti nel Codice Madrid I, una sorta di compendio di meccanica, e alle sue invenzioni di meccanismi automatizzati. In un’altra sala ancora sono mostrati i progetti delle macchine per scenografie teatrali che Leonardo realizzò alla corte degli Sforza, a Milano: la più spettacolare è la volta stellata con una macchina che metteva in moto i pianeti fatta per il matrimonio di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona.

La settima sala è dedicata alla biblioteca assemblata da Leonardo: degli oltre 15o volumi che ne facevano parte è rimasto soltanto il Trattato di Francesco di Giorgio Martini, ma sono stati messi insieme alcuni testi che Leonardo probabilmente possedeva. A partire dalle annotazioni sui suoi Codici infatti è stato possibile mettere insieme una bibliografia.

Tra le cose a cui Leonardo si interessò ci fu anche l’ingegneria militare, a cui è dedicata l’ottava sala: disegnò macchine belliche grandiose ma spesso irrealizzabili. Ad esempio, una balestra gigante il cui modello è esposto in mostra: fu realizzato insieme ad altri modelli di macchine di Leonardo nel 1953, quando aprì il Museo leonardiano di Vinci, in provincia di Firenze. Altri modelli che furono realizzati all’epoca sono quelli dell’aliante e della vite aerea presenti nella nona sala: anche queste macchine rimasero ideali ma hanno contribuito alla nascita del mito di Leonardo come inventore precursore dei tempi.

La vite aerea progettata da Leonardo Da Vinci e realizzata nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi per il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci/L. Romano)

Proprio a questo tema, quello del mito di Leonardo, è dedicata l’ultima sala della mostra. Forse non tutti sanno che fino al XVIII secolo Leonardo fu considerato quasi esclusivamente un artista: le cose cambiarono nel 1796 quando il fisico modenese Giambattista Venturi studiò i suoi manoscritti e scrisse un saggio che riscopriva la componente scientifica e tecnica della sua opera. Questa nuova attenzione proseguì nell’Ottocento con la pubblicazione dei Codici di Leonardo e altri vari studi sui suoi scritti scientifici e tecnici. L’immagine di genio che abbiamo oggi dipende molto anche dal modo in cui la figura di Leonardo fu usata negli anni del fascismo per celebrare l’inventiva degli italiani, senza rispettare del tutto la realtà storica: Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza è un modo per capire bene i veri meriti di Leonardo, dando però la giusta importanza al contesto in cui visse e agli altri artisti e ingegneri da cui prese spunto e che studiò per realizzare i suoi progetti.

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Informazioni utili

Le Scuderie del Quirinale si trovano a Roma, in via XXIV Maggio 16.
Sono aperte da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30.

Prezzo biglietto intero: 15 euro
Prezzo biglietto ridotto: 13 euro
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