Berlusconi è di nuovo indagato per corruzione

La procura di Roma sospetta che abbia corrotto un giudice del Consiglio di Stato per ottenere una sentenza favorevole in un caso che riguardava la banca Mediolanum

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Diversi giornali italiani scrivono che l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Roma per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un’inchiesta su un giro di tangenti a un giudice del Consiglio di Stato, l’organo di appello per i casi di giustizia amministrativa. La notizia non è ancora stata confermata da una fonte ufficiale.

Berlusconi sarebbe coinvolto in un’inchiesta su cui i magistrati stanno lavorando da qualche mese, e che ruota intorno a un ex funzionario della presidenza del Consiglio, Roberto Mazzocchi. In una perquisizione compiuta due anni fa, scrive Repubblica, la Guardia di Finanza trovò in casa di Mazzocchi 247mila euro in contanti nascosti dentro a confezioni di spumante, e le copie di una sentenza del Consiglio di Stato favorevole a Berlusconi. Quell’anno infatti il Consiglio annullò l’obbligo imposto a Berlusconi da Banca d’Italia e dal TAR di cedere azioni di banca Mediolanum per circa un miliardo di euro. Banca d’Italia aveva imposto a Berlusconi di vendere le azioni perché riteneva che dopo la condanna del 2013 per frode fiscale non avesse più i cosiddetti “requisiti di onorabilità” necessari per poter controllare una quota superiore al 9,99 per cento di una banca.

I magistrati, insomma, ritengono che Berlusconi abbia cercato di corrompere il giudice del Consiglio di Stato per ottenere una sentenza a lui favorevole – che poi arrivò – in cambio di denaro. Il giudice si chiama Roberto Giovagnoli e da tempo i magistrati sospettavano che fosse stato corrotto da alcuni intermediari, fra cui Mazzocchi, nell’ambito del Mediolanum. Finora però Berlusconi non era ancora finito fra gli indagati.

Nella sua carriera di imprenditore e politico Berlusconi è stato indagato più volte per corruzione, senza mai ricevere alcuna condanna definitiva: fra questi ci sono i casi legati al Lodo Mondadori, al cosiddetto processo SME, e alla presunta corruzione di alcuni senatori per far cadere il governo di centrosinistra nel 2006. Tutti e tre i casi sono finiti in prescrizione.

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