C’è un animale che ha l’ano mobile

È la noce di mare, un piccolo animale marino trasparente, a prima vista simile a una medusa: può defecare da qualunque punto della sua superficie, quando ne ha bisogno

Noci di mare in un acquario di Dauphin Island, un'isola dell'Alabama nel Golfo del Messico, nel 2010 (AP Photo/AL.com, Ben Raines)

Esiste un animale che ha un ano mobile: compare sulla sua superficie esterna, in qualsiasi punto, solo quando deve espellere sostanze di scarto. Lo ha scoperto il biologo marino Sidney Tamm, ricercatore al Marine Biological Laboratory di Woods Hole, in Massachusetts. L’animale in questione viene chiamato “noce di mare” (il nome scientifico è Mnemiopsis leidyi): è un piccolo animale marino trasparente. Sui giornali solitamente se ne parla solo quando si diffonde come specie invasiva in ambienti lontani da quelli di cui è originario, lungo le coste dell’oceano Atlantico occidentale: lo ha fatto negli anni Ottanta nel mar Nero, negli anni Novanta nel mar Caspio e più di recente nell’Adriatico.

Mnemiopsis arrivano a una lunghezza massima di 12 centimetri per una larghezza di 2 e mezzo. Hanno dei tentacoli, non urticanti. A prima vista fanno pensare alle meduse, ma in realtà sono molto diversi: fanno parte del phylum degli ctenofori, mentre le meduse di quello degli cnidari, o celenterati. Per chi non ricorda bene le lezioni di biologia sulla classificazione degli esseri viventi di Linneo: sono per esempio diversi phyla (il plurale è in -a perché è una parola latina) gli artropodi, di cui fanno parte insetti e crostacei, i molluschi e i cordati, di cui fanno parte tutti i vertebrati, persone comprese.

In alcuni animali, meduse comprese, non c’è differenza tra ano e bocca: il buco da cui entra il nutrimento è lo stesso da cui escono gli scarti. Già dagli anni Cinquanta dell’Ottocento si sapeva che gli ctenofori invece hanno bocca e ano distinti, e che alcune specie hanno anche più di un ano, ma finora non si sapeva che ci fosse una specie con l’ano mobile. Mnemiopsis è il primo animale che abbiamo scoperto avere questa caratteristica, che secondo Tamm rappresenta uno stadio evolutivo degli ani precedente a quello per come li conosciamo. Vorrebbe dire che un tempo gli animali non avevano un collegamento permanente tra l’intestino e il “retro” del corpo: sarebbe solo uno di vari modi di avere l’ano che l’evoluzione ha fatto apparire nel tempo.

Tamm ha osservato che un ano appare sulla superficie degli esemplari di Mnemiopsis solo quando devono defecare (succede circa una volta all’ora negli esemplari adulti) e scompare non appena il processo è terminato. Pare che internamente la cosa funzioni così: quando le sostanze di scarto si sono accumulate oltre una certa soglia all’interno dell’intestino dei Mnemiopsis, una sua parte, contenente gli scarti, si stacca e si sposta verso la superficie esterna dell’animale, la sua pelle, fino a che non si apre espellendo gli scarti. Dopodiché il processo si inverte fino alla scomparsa dell’ano temporaneo.

Ora Tamm sta cercando di scoprire se altre specie di ctenofori abbiano l’ano mobile, ma per ora ha trovato questa caratteristica solo nei Mnemiopsis.

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