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  • martedì 5 marzo 2019

Uno sciopero bianco ha bloccato il porto di Calais, e c’entra Brexit

I doganieri francesi hanno causato enormi code di TIR osservando scrupolosamente tutti i regolamenti: chiedono più personale per quando lì ci sarà un confine diverso

Da lunedì uno sciopero bianco dei doganieri francesi sta causando lunghissime code di TIR al porto di Calais, in prossimità del tunnel sotto la Manica, il principale snodo di comunicazione tra Francia e Regno Unito. Anche il porto di Dunkerque poco lontano è bloccato. I doganieri francesi chiedono maggiori stipendi e un aumento del personale in vista del prossimo 29 marzo, la data prevista per Brexit che, se si concluderà senza un accordo, produrrà un grosso aggravio del loro lavoro.

Nel corso di uno sciopero bianco, come quello che stanno mettendo in atto i doganieri francesi, i lavoratori si presentano regolarmente al lavoro, ma come forma di protesta rispettano alla lettera tutti i regolamenti, non fanno straordinari e non lavorano più di quello che è esplicitamente previsto dai loro contratti. Questa pratica risulta spesso nel blocco parziale o totale delle operazioni sul posto di lavoro. I rappresentanti sindacali dei doganieri hanno detto che la loro protesta dimostra cosa potrebbe accadere in caso di Brexit e hanno annunciato di essere pronti ad andare avanti ad oltranza se le loro richieste non saranno accolte.

Martedì, il tempo di attesa per superare i controlli doganali a Calais era superiore alle tre ore, mentre a Dunkerque era di circa un’ora. Il traffico delle normali automobili non è stato particolarmente colpito dallo sciopero, ma in prossimità dei porti si sono formate file di TIR lunghe chilometri. Funzionari francesi hanno detto che alcune aree stanno venendo attrezzate per ospitare i veicoli in attesa ed evitare che le autostrade vengano bloccate. Alcuni autisti hanno detto che mentre aspettavano alcuni gruppi di migranti hanno provato a nascondersi a bordo dei camion fermi sul bordo della strada.

In vista di Brexit il governo francese ha promesso di assumere circa 120 doganieri in più rispetto agli attuali, la metà dei quali andrà a rinforzare i trecento che lavorano all’imboccatura del tunnel sotto la Manica, mentre gli altri saranno inviati a Calais per rinforzare i 64 che lavorano già lì. Secondo i sindacati si tratta di numeri del tutto insufficienti e chiedono inoltre migliori retribuzioni per gli straordinari notturni.

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