• Mondo
  • martedì 5 febbraio 2019

Perché la pelle di Trump è arancione?

Il "New York Times" ha cercato di fare chiarezza tra le varie teorie, che parlano di creme abbronzanti, lampade, cosmetici e ottimi geni

(Martin H. Simon - Pool/Getty Images)

Il New York Times ha cercato di scoprire una volta per tutte da cosa dipenda il colore di carnagione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È una caratteristica che salta subito agli occhi e per cui è spesso preso in giro insieme alla forma strana dei capelli, per cui si è parlato di riporto, trapianti e problemi di “ciuffi ribelli”. Non si può dire semplicemente che Trump sia abbronzato o lampadato: per esempio l’attore Alec Baldwin, che lo imita con un certo successo nella popolare trasmissione comica Saturday Night Live, lo ha definito a metà strada tra l'”arancione di Mark Rothko” (un tono molto acceso usato dal pittore statunitense) e «una Orange Crush [una popolare aranciata americana] leggermente più delicata».

Orange, Red, Yellow di Mark Rothko, in mostra da Sotheby’s, Londra, 2008
(Cate Gillon/Getty Images)

La posizione ufficiale della Casa Bianca è che il colore della pelle di Trump derivi da «ottimi geni», come ha detto sotto anonimato al New York Times un alto funzionario; per le apparizioni tv poi Trump si aiuterebbe applicando da sé soltanto un po’ di polvere opacizzante per evitare i riflessi, ma senza usare prodotti scurenti (quella che un tempo si chiamava terra).

Molti la ritengono una spiegazione insufficiente e si chiedono se avesse ragione la famosa makeup artist Jason Kelly, che aveva lavorato per parecchi politici americani compreso Trump, e che nel 2016 aveva detto che il presidente faceva le lampade e poi rincarava con uno spray autoabbronzante; anche l’ex assistente di Trump Omarosa Manigault Newman aveva parlato di un lettino abbronzante nel libro Unhinged, uscito nell’agosto 2018, raccontando – a testimonianza di quanto Trump ci tenesse – che un usciere era stato licenziato per averlo trasportato in modo scorretto.

Inoltre gli ex compagni di università di Trump lo hanno descritto più volte come un fanatico delle lampade; anche James Comey, ex direttore dell’F.B.I. diventato ostile al presidente, ha scritto nel suo memoir che la sua faccia «appariva leggermente aranciata», con «luminose mezzelune bianche sotto gli occhi, dove immagino avesse sistemato i piccoli occhialini per le lampade». Tre persone che hanno passato tempo alla Casa Bianca hanno però assicurato al New York Times che non esiste alcun lettino o cabina abbronzante; cosa confermata anche da due funzionari della Casa Bianca e da assistenti o ex assistenti del presidente.

Donald Trump nel 2015
(Scott Olson/Getty Images)

Un’altra spiegazione è che Trump si spalmi creme e lozioni autoabbronzanti. Ne è convinta la dottoressa Tina Alster, una importante dermatologa di Washington che ha lavorato con diverse amministrazioni della Casa Bianca, compresa questa, ma non direttamente con Trump: «sembra più aranciato di quanto lo sarebbe con un’abbronzatura», ha spiegato. Un altro segno sarebbero i cerchi bianchi onnipresenti sotto gli occhi, che secondo Alster sarebbero dovuti alla scarsa bravura di Trump nell’applicare le creme. Ha anche aggiunto che la sua pelle sembra rovinata da un’esposizione eccessiva al sole. Di certo si sa che in passato Trump prese antibiotici per trattare la rosacea, detta anche couperose, una malattia della pelle del viso che si manifesta in eritemi e lesioni infiammatorie.

I cerchi biancastri sotto gli occhi di Donald Trump, fotografato insieme alla moglie Melania (ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)

Trump ci tiene molto ad apparire bene in tv, e una persona a lui vicina ha raccontato al New York Times che si è più volte lamentato di come sullo schermo la pelle e i capelli apparissero più gialli o arancioni. Il risultato è che la Casa Bianca è meno illuminata che in passato e che molti eventi o comunicazioni importanti vengono organizzati alla luce naturale, come il Giardino delle rose dove Trump ha annunciato la fine dello shutdown (il blocco delle attività di governo e dei servizi pubblici dovuto al mancato accordo tra Repubblicani e Democratici sul bilancio), incurante dei 4 gradi Celsius di temperatura.

La pelle rovinata di Donald Trump
(BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/Getty Images)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.