5 cose che abbiamo comprato a gennaio

Scelte tra le molte cose che acquistiamo online: per esempio un cavo da 3 metri per caricare lo smartphone e una scatola di snack giapponesi

Dopo l'ultimo Black Friday (il Post)
Dopo l'ultimo Black Friday (il Post)

Quasi ogni giorno nella redazione del Post arrivano pacchi e pacchetti. A volte è il compleanno di qualcuno e sono regali, molto più di frequente sono vestiti, scarpe, libri, cavetti per smartphone e vari altri tipi di oggetti acquistati online: in redazione c’è sempre qualcuno che prende le consegne, a Milano è facile far arrivare le cose per posta e chi ha tempo per andare nei negozi in cui si entra dalla porta? La maggior parte delle cose che arrivano sono interessanti solo per chi le ha comprate, ogni tanto però qualcuna, per qualche ragione, attrae l’attenzione di tutta la redazione o di una sua parte: perché è un oggetto originale o strano, perché molto funzionale o semplicemente bello, oppure perché per qualche ragione chi l’ha acquistato si sente di pubblicizzarlo con entusiasmo.

Qui si parla di cinque oggetti di questo genere arrivati in un pacco questo mese, in breve. Magari possono esservi d’aiuto se il compleanno di un vostro caro amico, parente o vicino di casa si avvicina. Se invece piace a voi, mettetelo in una wishlist e poi diffondetene il link un mese prima del vostro, di compleanno.

Guanti che tengono molto caldo

Una redattrice del Post appassionata di camminate e ferrate in montagna è molto entusiasta di questi guanti di North Face. Tengono molto caldo (fin troppo per essere usati in bicicletta qualche mese fa a Milano) ma sono anche parecchio flessibili, diversamente dai guanti di questo tipo. Per questo permettono di afferrare agevolmente un cellulare, anche perché sulle punte delle dita hanno una superficie che fa attrito; inoltre non serve toglierli per usare un touchscreen perché sono fatti apposta per essere usati così, come tutti i guanti contemporanei che si rispettino. Infine, come guanti sportivi sono belli da vedere. A prezzo pieno costano 45 euro, su Amazon si trovano anche a meno per certe taglie, ma fate attenzione alle spese di spedizione.

Le Yung-1 di Adidas

Sono sneakers (o forse è meglio dire scarpe da ginnastica in questo caso?) molto simili a quelle che i giovani usavano negli anni Ottanta e che poi fino a una quindicina di anni fa mettevano i padri non più tanto giovani negli anni Novanta, per fare sport. Per gli esperti, rientrano nella categoria delle “chunky sneakers”, quelle con la suola grossa, ma sono molto meno estreme delle Triple S di Balenciaga. Sono in giro da quest’autunno e al redattore che le ha acquistate piacciono perché somigliano alle Yeezy, disegnate dal rapper e stilista Kanye West, ma costano meno: 120 euro a prezzo pieno (si possono comprare su Asos, ad esempio), meno su Amazon (dovete essere fortunati con la taglia) e sul sito di Maxi Sport, dove ci sono i saldi e si trovano a 84 euro.

Una buona crema idratante
Una redattrice con poca pazienza per le creme per la faccia (a voi piace quel senso di appiccicume sulla pelle?) dice di aver trovato quella che fa al caso suo: ha la pelle secca e con la maggior parte delle creme idratanti che ha provato succede che la pelle resti secca o che si crei un sottile strato “untino” che non si assorbe. Questa crema invece si assorbe e dà l’impressione di proteggere dal freddo. La confezione da 50 millilitri costa 37 euro, ma ce n’è anche una più piccola, da 15 millilitri, che costa 12 euro. Se la volete provare, ma non volete impegnarvi troppo, ne trovate una confezione da 7 millilitri in un set di prodotti della stessa azienda, che costa 25 euro ma comprende anche un siero e un gel. La redattrice con poca pazienza ha fatto così.

Tre metri di cavo per l’iPhone
Come si diceva, di cavi per caricare gli smartphone ne arrivano parecchi, dato che si rompono, si perdono, se ne vuole uno da tenere in redazione o ancora non se ne aveva uno con cui poter guardare lo schermo del telefono comodamente dal divano o dal letto. È il caso di questo recente acquisto: un cavo di Anker per iPhone lungo tre metri. Il redattore che l’ha acquistato (in rosso) dice che sembra resistente, grazie al rivestimento e alla gomma intorno ai due connettori, ed è un po’ rigido, ma almeno non si attorciglia. La compatibilità con i dispositivi Apple è certificata dalla stessa Apple, quindi funziona bene. Costa 16 euro: un buon rapporto qualità-prezzo secondo il recensore. Tre metri però sono davvero lunghi, fateci caso.

Una scatola di snack giapponesi
Se usate molto Instagram può darsi che abbiate visto anche voi le pubblicità di uno di quei servizi in abbonamento che ogni mese vi spediscono una scatola con dentro varie cose di vario genere, con un tema comune: si chiama Bokksu, esiste dal 2016 e vi manda snack giapponesi. Due redattrici hanno deciso di ordinare una scatola – se ne può comprare una sola senza abbonarsi, per 34 euro – per la curiosità di scoprire come sono e di capire che senso abbia abbonarsi a un servizio del genere, così non dovete farlo voi.

La scatola è a base quadrata, di 20 centimetri di larghezza più o meno, ed è alta circa dieci. Ogni mese ci sono tra i 20 e i 25 snack dentro. La scatola arrivata in redazione era quella di gennaio e quindi era a tema “anno nuovo”, o meglio “golden new year”: per questo sono stati scelti snack impacchettati con carta dorata. All’interno della scatola, insieme alle cose da mangiare, c’è un foglietto che spiega (in inglese) di cosa sono fatti i diversi snack (sarebbe impossibile capirlo altrimenti, a meno di sapere il giapponese) e da quale zona del Giappone provengono. Gli snack sono l’equivalente giapponese di patatine, biscotti, tarallini e merendine come i Duplo, tutti in confezioni piuttosto piccole; la cosa divertente è scoprire come siano diverse (e in alcuni casi non così tanto) dai loro corrispettivi occidentali. Dei dodici tipi di snack presenti nella scatola di gennaio (quasi tutti erano doppi) alle redattrici sono piaciuti particolarmente i biscottini Bake, con cioccolato e burro, di quelli che si sciolgono in bocca.

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