• mercoledì 30 gennaio 2019

Vantaggi e svantaggi degli ombrelli inversi

Abbiamo provato uno di quegli ombrelli che si chiudono al contrario, per capire se sia davvero migliore di quelli tradizionali

Gli ombrelli sono di quegli oggetti per cui si tende a pensare che nessun perfezionamento sia possibile, anche se sono tutt’altro che perfetti. Sono fragili, oppure molto ingombranti, facili da dimenticare o da rompere se c’è vento, scomodi da riporre quando sono bagnati, e non svolgono mai la loro funzione alla perfezione, ma siamo così abituati alla loro forma attuale che è difficile pensarne di migliori. Qualcuno però negli ultimi anni ci ha provato: nel 2016 il Post aveva dedicato un articolo ai brevetti su potenziali ombrelli migliori, a tre progetti finanziati su Kickstarter e alle difficoltà di trasformarli in realtà.

A distanza di due anni e poco più, e in previsione di mesi più piovosi, abbiamo provato uno degli ombrelli finanziati su Kickstarter che nel frattempo è stato messo in commercio: il KAZbrella, che deve il suo nome a quello del suo inventore, l’ingegnere britannico Jenan Kazim. In breve, è un ombrello inverso: chiudendolo la parte inferiore, quella che non si bagna, resta all’esterno, mentre quella superiore, bagnata, finisce all’interno. Negli ultimi tempi ne avrete probabilmente visti di simili in giro: se ne trovano molte imitazioni.

Anche un altro dei tre progetti segnalati nel 2016, quello canadese per un ombrello più resistente, è stato finanziato con successo: da allora ha cambiato nome da Cypress Umbrella a Hedgehog Umbrella e si può acquistare sul sito dell’azienda che lo produce. Rispetto al KAZbrella però è meno competitivo per il prezzo: per acquistarlo e farselo spedire in Italia si spendono almeno 90 euro, mentre il KAZbrella si trova su Amazon a poco più di 50. Il terzo progetto di ombrello segnalato nel vecchio articolo – il più rivoluzionario, dato che consisteva in una specie di bacchetta per allontanare la pioggia con getti d’aria – invece è fallito e forse era una truffa.

Com’è e come funziona il KAZbrella
È tutto molto semplice. Da chiuso il KAZbrella ha le estremità della sua copertura lontane dal manico, invece che vicine come succede negli ombrelli normali. Il gesto per aprirlo però è molto simile, come si vede chiaramente in questo video:

La copertura è doppia – nella maggior parte dei modelli nera all’esterno e colorata all’interno – quindi particolarmente resistente al vento. Dato che poi si chiude al contrario rispetto agli ombrelli tradizionali, è impossibile che si rompa così.

Vantaggi e svantaggi del KAZbrella
Nei video promozionali del KAZbrella si vede molto spesso una persona con l’ombrello che sale su un’automobile, perché effettivamente un ombrello inverso è migliore di quelli tradizionali in questo caso. Per il modo in cui si chiude, raccogliendo l’acqua al suo interno, non schizza chi sta salendo in auto e può essere tenuto dai passeggeri vicino alle gambe senza bagnarle. Per questa stessa ragione è più comodo degli ombrelli tradizionali negli ascensori o sui mezzi pubblici affollati. Un altro vantaggio è che è più difficile colpire qualcuno aprendolo, dato che si apre dall’alto verso il basso e non il contrario.

Il principale svantaggio del KAZbrella si presenta quando lo si usa per raggiungere un ristorante o un qualsiasi altro luogo pubblico in cui si lasciano gli ombrelli in un portaombrelli. Fino a quando tutti non gireranno con ombrelli inversi, inevitabilmente i pochi che ne hanno uno li ritroveranno bagnati sia dentro che fuori dopo averli tenuti insieme a ombrelli tradizionali bagnati. Questo problema si può evitare con il KAZbrella col manico ricurvo (c’è anche col manico dritto), che si può appendere; nessuno dei due modelli invece è pensato per stare in piedi da solo, poggiando unicamente sul puntale.

Stanno in piedi da soli invece alcuni altri ombrelli simili al KAZbrella che da un po’ di tempo si vedono in giro, e si trovano anche su Amazon, a prezzi inferiori rispetto al KAZbrella. Potrebbero essere imitazioni, ma non è detto dato che di brevetti simili a quello di Jenan Kazim ne sono stati depositati molti. Non si può escludere quindi che tra qualche anno saranno davvero abbastanza diffusi da non bagnarsi a vicenda nei portaombrelli di ristoranti e sale d’aspetto.

Per finire, lo svantaggio del KAZbrella che può diventare un vantaggio: costa di più degli ombrelli da poco che si rompono facilmente (e che quindi si perdono e si dimenticano più volentieri) ma forse proprio per questo non farete fatica a starci più attenti.

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