Petra Kvitova dopo la vittoria nella semifinale degli Australian Open contro Danielle Collins (DAVID GRAY/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 25 gennaio 2019

L’atteso ritorno di Petra Kvitova

La forte tennista ceca disputerà una finale di uno Slam a due anni dall'aggressione che rischiò di rovinarle la mano con cui gioca

Petra Kvitova dopo la vittoria nella semifinale degli Australian Open contro Danielle Collins (DAVID GRAY/AFP/Getty Images)

Nella finale femminile di sabato agli Australian Open – il primo torneo annuale del Grande Slam – la tennista ceca Petra Kvitova giocherà contro la giovane giapponese  Naomi Osaka. Oltre al grande prestigio del torneo, in palio ci sarà anche la prima posizione nel ranking mondiale WTA, quello delle tenniste. Per Kvitova è un traguardo molto importante, comunque vada a finire: considerata una delle tenniste più forti degli ultimi anni, tornerà a disputare una finale di uno Slam dopo quattro stagioni e soprattutto a due anni dall’aggressione in cui venne gravemente ferita alla mano sinistra, quella con cui era solita giocare.

Il 20 dicembre 2016 Kvitova si trovava nella sua abitazione di Prostejov, città non lontana da Olomouc, in Repubblica Ceca. Era da sola quando un uomo si presentò alla sua porta di casa spacciandosi per un tecnico, e poi, armato con un coltello, la aggredì in un tentativo di rapina. Ci fu una lotta nella quale Kvitova rimase ferita in modo serio alla mano sinistra: riportò profondi tagli su tutte e cinque le dita che le provocarono lesioni ai tendini.

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Kvitova fu sottoposta ad alcuni interventi chirurgici e fece sapere subito di stare bene, ma disse anche di aver bisogno di uno specialista per guarire e riprendere completamente l’uso della mano. Sospese l’attività da undicesima nel ranking WTA, dopo aver vinto Wimbledon nel 2011 e nel 2014 e una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016.

Ritornò in attività dopo sei mesi: da allora ha iniziato la sua scalata verso i livelli che aveva lasciato per l’aggressione. Nel giugno del 2017 vinse l’AEGON Classic di Birmingham mentre l’anno scorso, dopo essere tornata a pieno regime, vinse quattro tornei del WTA Tour riuscendo a rientrare fra le prime cinque tenniste del ranking mondiale. Ora è nuovamente una delle tenniste più forti, probabilmente la più forte dal punto di vista tecnico, e ha riacquisito la capacità di imprimere accelerazioni e angoli imprevedibili ai suoi colpi migliori. Alla finale degli Australian Open – in programma sabato alle 9.30 – è arrivata da sesta nel ranking e dopo aver eliminato ai quarti l’australiana Ashleigh Barty e in semifinale la statunitense Danielle Collins.

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