Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede durante la puntata di Accordi&Disaccordi del 18 gennaio 2019

Bonafede dice che il video su Cesare Battisti non gli è piaciuto, rivedendolo

«Non mi è piaciuto il montaggio, non mi è piaciuta la musica», ha spiegato dopo le molte critiche ricevute

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede durante la puntata di Accordi&Disaccordi del 18 gennaio 2019

Venerdì sera, durante la trasmissione del canale Nove Accordi&Disaccordi, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha risposto a una domanda sul criticato video che aveva pubblicato su Facebook dopo il rientro in Italia dell’ex terrorista Cesare Battisti. Il conduttore Luca Sommi ha chiesto a Bonafede se si sia pentito di aver diffuso il video e se ritenga di avere «un po’ esagerato». Bonafede ha detto:

Riguardando il video, non mi è piaciuto. (…) Non mi è piaciuto il montaggio, non mi è piaciuta la musica.

Il video in questione dura più di tre minuti, è accompagnato da una musica trionfale e ha un montaggio da trailer cinematografico fatto-in-casa: all’inizio si vedono vecchie foto di Battisti, poi il suo arrivo all’aeroporto di Ciampino e Bonafede sul posto; poi ancora le fasi del fotosegnalamento di Battisti e la partenza dell’aereo che lo ha portato in Sardegna. Oltre che per il tono vittorioso delle immagini, il video è stato criticato perché a un certo punto si vede un agente di polizia che, accorgendosi di essere inquadrato, si copre il volto con una sciarpa: è stato ipotizzato che possa essere un agente che lavora sotto copertura.

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Gepostet von Alfonso Bonafede am Montag, 14. Januar 2019

La Camera Penale di Roma, cioè l’associazione degli avvocati penalisti romani, ha presentato un esposto in relazione al video perché potrebbe aver violato due leggi. L’articolo 114 del codice di procedura che vieta «la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica» e l’articolo 42 bis dell’ordinamento penitenziario per cui nel trasporto delle persone arrestate bisogna prendere «le opportune cautele per proteggere i soggetti tradotti dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità».

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