Rahaf Mohammed al-Qunun all'aeroporto di Toronto, 12 gennaio 2019 (LARS HAGBERG/AFP/Getty Images)
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  • martedì 15 gennaio 2019

«Volevo essere libera da abusi e depressione»

Rahaf Mohammed al Qunun, la diciottenne saudita scappata dalla sua famiglia, ha parlato per la prima in un'intervista dopo il suo arrivo in Canada

Rahaf Mohammed al-Qunun all'aeroporto di Toronto, 12 gennaio 2019 (LARS HAGBERG/AFP/Getty Images)

Sabato 12 gennaio, Rahaf Mohammed al Qunun, la giovane donna saudita di 18 anni che aveva abbandonato la religione islamica e che per questo era stata minacciata di morte dalla sua famiglia ed era poi fuggita all’estero, è arrivata a Toronto, in Canada, il paese che ha accettato di darle asilo. Nella sua prima intervista dopo l’arrivo, a ABC Australia, Rahaf Mohammed al Qunun ha detto che il suo caso potrebbe essere un “fattore di cambiamento” in Arabia Saudita, un paese oppressivo in cui alle donne sono negate le libertà fondamentali.

«Penso che il numero di donne in fuga dall’amministrazione saudita e dagli abusi aumenterà, soprattutto perché non esiste un sistema per fermarli. Spero che la mia storia incoraggi le altre donne ad essere coraggiose e libere.

E ancora:

«Spero che la mia storia porti a un cambiamento delle leggi, soprattutto perché è stata esposta al mondo».

Rahaf Mohammed al Qunun ha poi detto in modo molto esplicito i motivi che l’hanno portata a scappare:

«Volevo essere libera da abusi e depressione. Volevo essere indipendente. Non avrei potuto sposare la persona che volevo. Non avrei potuto ottenere un lavoro senza un permesso».

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